Campagne e collaborazioni

COLLABORAZIONI CON ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO:

Accademia Apuana della Pace
Associazione Casa di Betania ONLUS
Associazione Mafalda
Associazione Culturale "VIVA"-Massa-MS
Associazione LGBTQ+ "Audre Lorde"Massa-Carrara
Associazione Scritture Femminili Memorie di Donne Massa Carrara
Associazione Artistico culturale Artemisia
Coworkeria 
Associazione Culturale L'Incontro
ARCI Focus Massa
Soroptimist Club di Apuania

COLLABORAZIONI CON ASSOCIAZIONI TOSCANE:

Coordinamento Centri Antiviolenza toscani TOSCA

COLLABORAZIONI CON ASSOCIAZIONI NAZIONALI:

Associazione D.I.RE.-Donne In Rete contro la violenza



ADERIAMO ALLE CAMPAGNE E MOVIMENTI:












COLLABORAZIONI INTERNAZIONALI:

Dal 2010 accordo di collaborazione con l'associazione francese Choisir la Cause des Femmes  per la diffusione e traduzione in italiano dei:
14 provvedimenti legislativi
ritenuti migliori
per le donne europee


Nel settembre 2011 sono stati fatti due importanti eventi a Milano e Palermo per promuovere la Ricerca condotta dall’Associazione francese Choisir la Cause des Femmes (fondata negli anni ’70 da Simone de Beauvoir, Gisèle Halimi e dal premio Nobel Jacques Monod), diffusa grazie alla rete tra associazioni. È stata invitata al Convegno di Milano Gisèle Halimi, Presidentessa dell’Associazione Choisir la Cause des Femmes, avvocata, da decenni impegnata nella difesa dei diritti delle donne. Partecipano esponenti  dell’Italia dei Valori insieme a rappresentanti delle istituzioni europee e locali.

Si tratta di due convegni per presentare a livello nazionale “La Clause de l’Européenne la plus favorisée”: la Ricerca dell’Associazione francese Choisir la Cause des Femmes tradotta e pubblicata in italiano a cura della rete internazionale di associazioni tra cui A.R.PA. e con il contributo di ELDR (European Liberal Democrats Reform Party).
Choisir la Cause des Femmes (fondata negli anni ‘70 da Simone de Beauvoir, Gisèle Halimi e dal premio Nobel Jacques Monod) ha analizzato le legislazioni di genere dei 27 Paesi europei, scegliendo poi 14 provvedimenti di eccellenza nei cinque ambiti della vita di una donna (v. allegato): Procreazione, Lavoro, Famiglia, Rappresentanza Politica, Violenza. Lo scopo è estendere le migliori leggi europee a tutte le donne, circa 200 milioni in Europa, indipendentemente dal Paese di residenza. Con rammarico, si rileva che tra i 14 provvedimenti non è presente nessuna legge italiana.


SCEGLIERE DI PROCREARE
1. Educazione sessuale (Danimarca):per l’educazione alla sessualità nella scuola primaria, per i centri di pianificazione familiare attrezzati con un sito internet che fornisca informazioni didattiche al personale incaricato.
2. Contraccezione (Paesi Bassi): per l’accesso alla contraccezione diretta, libera e gratuita. Lo Stato assicura informazioni, disponibilità e gratuità per minori e donne adulte.
3. Aborto (Svezia): per il rispetto della libertà delle donne di disporre del proprio corpo. Il termine legale deve essere di almeno 12 settimane, raggiungendo al massimo 18 settimane.
FAMIGLIA: oasi d’affetto o trappola per le donne?
4. Matrimonio (Austria): per il primato concesso al matrimonio civile, integrando il matrimonio tra omosessuali come nella legge spagnola.
5. Divorzio (Spagna): per il dispositivo di divorzio non subordinato né una causa, né a un periodo di riflessione. Sussiste l’obbligo di aiuto con gli alimenti.
6. Contratti d’unione civile (Belgio): per il contratto di unione civile che garantisce, come il matrimonio, diritti di alto livello aperti sia agli eterosessuali che agli omosessuali.
7. Congedi parentali (Svezia): per il suo alto livello di remunerazione del congedo parentale basato sull’alternanza (parte del congedo riservata al padre).
8. Autorità parentale (Estonia): per l’istituzione dell’autorità parentale a partire dal legame di filiazione, l’esercizio congiunto dell’autorità parentale anche in caso di separazione, l’attribuzione giudiziale dell’autorità ad uno dei genitori ed al suo coniuge o convivente, indipendentemente dall’orientamento sessuale.
VIOLENZA: donne maltrattate, stuprate, costrette a prostituirsi
9. Violenza coniugale (Spagna): per la sensibilizzazione verso la violenza di genere nelle scuole, perché i giovani siano in grado di decriptare le immagini sessiste della pubblicità e dei media, per la formazione di interlocutori dei servizi pubblici sulle donne vittime di violenza, sulle misure di protezione di emergenza, per l’apertura di centri di accoglienza per le vittime, per le forti sanzioni contro gli autori di violenza abbinate a programmi di aiuto.
10. Stupro (Francia): per il riconoscimento giuridico dello stupro come reato con ampliamento della definizione legale e campo di applicazione, per il dispositivo di udienza a porte chiuse su richiesta della vittima, per la possibilità concessa alle associazioni di essere ammesse come parte civile, per l’approccio multidisciplinare previsto anche dalla legge spagnola.
11. Prostituzione (Svezia): per l’abolizione di fatto della prostituzione, per la penalizzazione del cliente, per l’impunità concessa alle prostitute, per la creazione di centri di accoglienza volti a favorire il reinserimento sociale con attenzione particolare alle vittime della tratta, per per le campagne di informazione sviluppate in collaborazione con diversi ministeri (Salute e Interni), per la protezione alle prostitute che denunciano il protettore e la tratta.
12.Molestie (Lituania): per le disposizioni relative alle molestie presenti sia nel Codice del Lavoro che nella Legge sulla parità tra donne e uomini.
LAVORO: l’indipendenza economica delle donne, fondamento di tutte le libertà
13. Codice del lavoro (Francia): per il Codice del Lavoro che conferma le maggiori conquiste sociali, per il regime pensionistico basato sulla logica della solidarietà.
POLITICA: quale democrazia per le donne?
14.Iscrizione della parità nella Costituzione (Belgio): per avere inserito la parità nella Costituzione, includendo Consiglio dei Ministri e governi di Regioni e Comuni, pe il dispositivo che impone la parità assoluta e delle quote in tutte le elezioni, per l’applicazione di sanzioni dissuasive nei casi di irricevibilità delle liste non conformi alla legge.