sabato 10 dicembre 2011

Partendo da me...le buone prassi.

Perchè partendo da me? Perchè donna, perchè compagna, perchè da 11 anni mi occupo di pari opportunità, perchè vivo e lavoro confrontandomi quotidianamente su questi temi e perchè sto per diventare mamma di un futuro uomo!
Spesso con il mio compagno ci siamo soffermati sul tema della parità dei generi e devo ammettere che non posso proprio lamentarmi del mio spaccato di vita privato ed anzi penso di essere una di quelle donne che vivono le discriminazioni solo fuori dall'ambito domestico ed è proprio per questo che ho deciso di partire da qui!

Infatti sono sempre più convinta che se non lavoriamo assiduamente e con impegno sulle nostre sfere private, se come madri di uomini non ci impegnamo ad insegnare loro il rispetto tra generi e la valorizzazione delle differenze, potremo andare poco lontano. Mi spiego meglio.
Non possiamo prescindere dalla parità in famiglia se vogliamo che ci sia la parità salariale, la parità sul lavoro, in polica, ecc..
Il mio, lo riconosco, è un caso piuttosto anomalo, ma proprio per questo credo sia degno di nota.
La mia famiglia di origine, è una famiglia decisamente matriarcale, dove le donne non si sono mai fatte "sottomettere" dagli uomini, dove la mia bisnonna, di professione maestra, anche a causa della prematura morte del marito, ha portato avanti da sola una casa e due figli, dove mia nonna materna è stata una delle primissime laureate in Farmacia all'Università di Pisa e (atipico per l'epoca!!!) si è sposata a 31 anni, a 34 la prima figlia, a 37 il secondo figlio. Mia madre ed io siamo cresciute insieme e da sole, l'unica figura maschile di riferimento per me è mio nonno, un grande uomo, assolutamente all'avanguardia.
E' chiaro, quindi che la mia forma mentis è basata sul concetto che, come donne, non solo non dobbiamo permettere che si protraggano certi stereotipi e che vi siano ancor oggi discriminazioni di genere, ma anche che se si instaurano dei rapporti sani con gli uomini possiamo andare molto più lontane di quello che potremmo fare da sole!
E' proprio al fianco di certi uomini che poi possiamo abbattere biechi stereotipi e contrastare tutti coloro che invece pensano di essere superiori o che si sentono in diritto di discriminarci in qualche modo !

Il mio vuol dunque essere un appello, un appello a tutte noi che viviamo CON gli uomini e che possiamo dunque CONfrontarci, CONdividere, CONtrattaccare questo ormai obsoleto sistema sociale, culturale, politico ed economico che ancor oggi si basa unicamente su quelle logiche maschili che non prendono in considerazione l'altra metà del mondo e proprio per questo logiche che, come oggi possiamo ben vedere, non hanno portato a niente di buono, ma che anzi hanno portato ad un grosso fallimento che però potrebbe rivelarsi una grande svolta.
Facciamo del nostro privato una buona prassi!
Siamo alla fine di un ciclo di vita ed è il momento di ricominciare con nuova forza, nuovo slancio, come ad ogni Medioevo segue un Rinascimento, a partire proprio da noi donne e se non le donne CHI? E senza un'evoluzione dei rapporti donne e uomini, COME?

Questo il mio contributo alla bellissima iniziativa del gruppo #donnexdonne
 
I.T.

1 commento:

  1. Ciao, anch'io nella mia sfera privata godo di totale parità e collaborazione, ma tantissime donne credono (o hanno loro inculcato) che, una volta varcata la soglia di casa, sia una priorità femminile mettersi a pulire o cucinare, per fare due esempi. Credo invece che la gestione di una casa, di una famiglia, sia compito di entrambi i membri della coppia e che non sia assolutamente svilente per un uomo cucinare per o assieme alla sua donna. Ma, come dici tu, è plausibile pensare che se non "lottiamo" (se occorre lottare, ovvio) tra le mura di casa, le vere lotte a livello di diritti lavorativi e civili delle donne sono molto più complesse e difficili.
    Ricordiamo anche le vittime tra le mura domestiche, uccise da mariti o compagni, e quindi triste esempio di mancanza di parità, o più semplicemente rispetto, da parte del proprio compagno sentimentale.

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