venerdì 30 ottobre 2015

Come ve la spiego una cosa che non esiste?

Sappiamo che ormai l'essere esperte e competenti non conta praticamente più niente, sappiamo che è più facile lasciarsi trasportare da fanatismi e paure piuttosto che approfondire ed informarsi, ma noi siamo famose per non mollare mai e quindi proviamo a spiegarvi giusto due cose in merito a ciò che non esiste, ovvero quella che viene chiamata la teoria del gender.




Sono già state scritte caterve di parole in merito a quello che in quanto inesistente non avrebbe dovuto neanche meritare un punto su un foglio bianco, ma tant'è che qui si insiste e anche nella nostra provincia dopo la bambina ritirata da scuola perché in classe sono state lette due fiabe come "La principessa e il drago" e "Una bambola per Alberto" si è scatenato il dibattito.

Un susseguirsi di assurdità strumentalizzate da partiti politici e cattossessivi. Chiariamo subito che qua non c'entra un bel niente l'essere di un credo piuttosto che di un altro, qua si parla di pari dignità,  pari diritti e opportunità,  contrasto alle discriminazioni di ogni tipo e violenze, in special modo violenza sulle donne. Sì! Perché di questo si tratta, combattere stereotipi e pregiudizi che portano a discriminazioni legate soprattutto al sesso di appartenenza.

La visione stereotipata e sessista della società emerge tutta in questa contestazione fondata sul niente,  perché si sa che se sei femmina non puoi permetterti di sconfiggere un drago e salvare un maschio che si rivela anche un pochetto rammollito e se sei maschio si sa che non puoi permetterti la debolezza di esprimere i sentimenti e voler giocare con bambole mandando addirittura il messaggio che potresti essere un padre amorevole in futuro. Per i negazionisti del patriarcato (astenersi perditempo) invitiamo a leggere qui e qui come due dimostrazioni tra le tante che avremmo potuto dare.

Lasciamo che si continui a pensare la donna come colei che deve essere angelo del focolare e sottomessa e l'uomo come il macho che non deve chiedere mai e stigmatizziamo favole (chiaramente senza leggerle) che hanno l'intento di creare le basi per costruire una società migliore con uomini e donne che si rispettano, senza discriminazioni,  senza violenza, senza machismi e ghettizzazioni.

Preferiamo in effetti favole dove genitori abbandonano figli nei boschi, matrigne assassine, padri inesistenti o violenti, orchi che divorano bambini, bambine che vivono e dormono con 7 uomini nani, bambini sfruttati e malnutriti, bambino/burattino creato da un uomo solo e anziano per fargli compagnia e tante altre.

Non siamo certo qui a condannare tali favole, ma siamo sicure di poter affermare che nonostante si sia cresciute con esse né mangiamo bambini, né li abbandoniamo o sfruttiamo!

Liberiamo la mente e scopriremo che basarsi su paure infondate (e per la parte politica strumentalizzatrice, sfruttare l'ignoranza di alcuni ed alcune per portare acqua al proprio mulino), nuoce gravemente alla salute dei nostri figli e delle nostre figlie.




La fiaba incriminata letta dal Presidente della Regione Toscana Rossi

Se la principessa salva il principe è trauma infantile

"Nessuna fantomatica ideologia gender" le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Massa Carrara Buffoni