sabato 5 dicembre 2015

Maternità surrogata che dilemma!

Oltre a voler esprimere di essere perfettamente d'accordo con la bioeticista Chiara Lalli 
Le femministe condannano la maternità surrogata. Le femministe sono contro l’utero in affitto (è il titolo dell’articolo di oggi sulla Repubblica, Femministe contro l’utero in affitto: “Non è un diritto”).
Forse sarebbe meglio dire “alcune femministe”, perché la presunzione di incarnare l’universo femminista è la stessa di decidere al posto di qualcun altro senza nemmeno chiedergli il parere (nell’articolo sulla Repubblica, più o meno a metà, lo si scrive esplicitamente: “alcune femministe”). È per il nostro bene, ovviamente, come il più feroce e infido paternalismo. Siete troppo sciocche per decidere da sole. Ci siamo noi a difendervi. Non lo avete chiesto? Pazienza. Abbiamo già detto che è per il vostro bene?
c'è una cosa che ci preme dire! Alcune di noi hanno fatto parte di Snoq (Se non ora quando?) e quindi possiamo affermare che quel movimento vasto ed originario non esiste più proprio a causa della presunzione, strumentalizzazione e di certo zero femminismo di alcune (troppe!)...quindi oltre a non rappresentare proprio nessuna, men che meno le femministe, ci chiediamo chi ancora "usi" questo slogan "Se non ora quando" facendo credere che dietro vi sia un gran numero di donne, quando chi era presente al momento della disgregazione sa che così non è...l'ennesima strumentalizzazione su un tema poi che va trattato informandosi bene, studiando casi e mantenendo sempre al centro il concetto di autodeterminazione. 



Che poi come giustamente si chiede la Lalli, anche noi ci chiediamo...come mai parlarne proprio ora? 
Aldilà di come la si pensi, sapete da quanto esiste la maternità surrogata?  A livello legislativo dagli anni '80 e a livello sociale da sempre. Consigliamo per approfondimenti la lettura del documento redatto dall'Avvocata Ida Parisi “UTERO SURROGATO: NORMATIVE A CONFRONTO”

Chi parla avrà poi sicuramente approfondito le differenze tra“maternità surrogata” (traditional surrogacy), con riferimento ad una pratica in base alla quale una donna, dietro corrispettivo o a titolo gratuito, presta il proprio utero ad una coppia di persone, impossibilitata ad avere figli a causa della impossibilità fisica della partner di portare a termine una gravidanza, impegnandosi a farsi fecondare artificialmente con il seme dell’uomo della coppia, o di un donatore, a condurre a termine la gravidanza, e a consegnare ai committenti il figlio, così concepito; e  “affitto dell’utero”(gestational surrogacy) con riferimento alla pratica in cui la donna incaricata si limita a portare avanti la gravidanza. Il materiale genetico impiegato è, infatti, interamente proveniente dalla coppia committente , o eventualmente da altri donatori.





Chi parla avrà sicuramente studiato i casi anche di quelle sorelle e madri che hanno deciso in maniera del tutto libera ed autonoma di fare questo dono. Poi che esistano casi di sfruttamento nel mondo (ad es. in Messico come in India) ovvero dove c'è un preoccupante tasso di povertà è cosa certa, ma legata soprattutto a vuoti legislativi di altri paesi (come appunto l'Italia) dove quindi le coppie scelgono dove recarsi in base anche ai prezzi proposti!
 Ma soprattutto ci chiediamo se impedire in un paese la maternità surrogata possa impedire lo sfruttamento di donne in altri paesi dove è concessa!
E ancora ci chiediamo se una donna consapevolmente decide di fare un dono ad una sua parente, amica, ecc. perchè non può farlo?

Non abbiamo la verità in tasca, in ogni caso si può essere più o meno favorevoli alla surrogacy, ma nessuna e nessuno ha il diritto di imporre la sua propria visione sull'altra/altro, così come per l'aborto e l'annosa questione che ci vede ogni tre per due impegnate a "proteggere" un diritto che dovrebbe essere del tutto acquisito e una legge quale la 194/1978.

Noi come femministe non ce la sentiamo di pontificare e di scegliere per altre, voi sì?


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