lunedì 5 dicembre 2011

La manovra in 12 punti......

Il governo ha presentato ieri un decreto legge – definito da Mario Monti “decreto salva-Italia” – che mette in atto una nuova manovra economica d’emergenza, la quinta di quest’anno per l’Italia, allo scopo di aggiustarne i conti e creare le condizioni per favorire la ripresa economica. Monti si è rivolto direttamente agli italiani dicendo che il paese attraversa un momento di gravissima emergenza ma che non mancano i motivi per avere fiducia nel futuro. Poi è passato a illustrare i vari punti del testo, insieme ai ministri Fornero, Passera e Giarda, e al viceministro Grilli. Il presidente del Consiglio ha detto che la manovra ha un saldo totale da 30 miliardi di euro lordi (20 netti): 12-13 miliardi di tagli alla spesa pubblica, 17-18 di nuove tasse. Di questi soldi, 20 miliardi serviranno per ridurre il deficit e 10 saranno utilizzati per finanziare interventi per crescita ed equità. Vediamo come.
1. Costi della politica
Le giunte provinciali sono abolite. I consigli provinciali avranno un massimo di 10 componenti – oggi sono 45 – eletti dai consigli elettivi, comunali e regionali. Tutte le cariche delle giunte provinciali decadranno il 30 novembre 2012, i dipendenti delle province saranno trasferiti in regioni e comuni. Le nuove province avranno solo funzioni di “indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale”. Monti ha spiegato che non potendo abolire le province per legge ordinaria, questo era il segnale più forte che il governo potesse dare in questa direzione. Il risparmio previsto è oltre 500 milioni di euro.
Si stabilisce anche il principio della gratuità delle cariche elettive negli organi territoriali non previsti nelle Costituzione, che si considerano a titolo onorifico: si parla dei gettoni di presenza per consigli e giunte circoscrizionali, ma la norma potrebbe interessare anche organismi come le comunità montane o le autorità di bacino.
Mario Monti rinuncia ai suoi compensi da presidente del Consiglio e ministro dell’Economia. Tutti i membri del suo governo sottoscriveranno una dettagliata e trasparente dichiarazione sullo stato dei propri patrimoni, andando oltre quanto previsto dalla legge, e non potranno percepire alcun doppio stipendio.
Il numero dei membri di tutte le authority viene ridotto, quasi dimezzato. Sono invece soppresse l’agenzia per la sicurezza nucleare, l’agenzia per il terzo settore, l’agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, l’ente nazionale per il microcredito, l’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, l’ente per il turismo. Il numero dei membri del CNEL sarà ridotto da 50 a 28. Nasce invece una authority per i trasporti. Una serie di consorzi di fiumi e laghi confluiranno in un unico consorzio nazionale. ENPALS e INPDAP saranno accorpati all’INPS. Tutti gli enti che ricevono fondi dallo Stato dovranno, entro 10 giorni dall’approvazione della manovra, trasmettere i bilanci alle amministrazioni vigilanti e al ministero dell’Economia.
2. Pensioni
Dal 2012 saranno calcolate per tutti con il metodo contributivo, cioè sulla base dei contributi che i lavoratori hanno versato nella loro intera vita lavorativa, il cosiddetto montante contributivo, rivalutata sulla base di precise aliquote e tassi di rivalutazione. L’importo annuo della pensione viene calcolato moltiplicando il montante per un coefficiente di trasformazione, un numero che varia a seconda dell’età del lavoratore al momento in cui è andato in pensione.
Gli uomini potranno andare in pensione con 42 anni e un mese di contributi, o all’età di 66 anni. Le donne potranno andare in pensione con 41 anni e un mese di contributi, o all’età di 62 anni. Spariscono nominalmente le pensioni di anzianità, che saranno quindi “pensioni anticipate”: i lavoratori che decideranno di lavorare oltre le soglie, fino a 70 anni, saranno premiati da un sistema di incentivi. Sia per gli uomini sia per le donne sarà necessario un requisito minimo di anzianità contributiva di 20 anni.
L’età pensionabile diventa quindi flessibile, dai 62 ai 70 anni per le donne, dai 66 ai 70 anni per gli uomini, con un meccanismo che premia chi va in pensione più tardi. L’aumento dell’età pensionabile è temperato dall’abolizione delle finestre, che spesso rendeva necessario attendere mesi, fino a un anno, per andare in pensione, dopo il raggiungimento della soglia. La pensione verrà invece erogata il mese successivo alla maturazione dei requisiti.
Le pensioni minime e quelle alte fino a due volte il minimo, circa 950 euro al mese, continueranno a essere aggiustate in funzione dell’inflazione. Le altre no per il 2012 e il 2013, ed è descrivendo questo passaggio che ieri il ministro Fornero si è commosso.
Le nuove regole non si applicano alle persone, entro il limite di 50 mila, che maturano i requisiti odierni entro il 31 dicembre 2011, che si trovavano in mobilità alla data del 31 ottobre 2011, che sono interessati dai piani di esubero, nonché gli ex lavoratori che sono stati autorizzati ai versamenti volontari entro il 31 ottobre 2011.
Taglio dei privilegi. Oggi le aliquote di prelievo dei lavoratori autonomi sono minori di quelle dei dipendenti, 20-21 per cento rispetto al 33 per cento. La manovra innalza i contributi di commercianti, artigiani, coltivatori diretti e aziende agricole dello 0,3 per cento ogni anno per arrivare a due punti in più in percentuale nel 2018.
3. L’imposta sulla casa
L’IMU, l’imposta municipale unica introdotta dal federalismo fiscale, sarà anticipata al gennaio 2012. Saranno tassate anche le prime case: aliquota base allo 0,76 per cento, 0,4 per cento per le prime case. I sindaci potranno ridurla ulteriormente. L’imposta sarà applicata sul valore catastale degli immobili, che sarà ricalcolato secondo coefficienti rivalutati per il 60 per cento, quindi ben più alti che in passato. Ci sarà una detrazione sulla prima casa che esenterà molte famiglie, si calcola che almeno il 60 per cento di proprietari di prime case non pagherà l’IMU. L’incremento delle rendite catastali si applica ai soli fini del calcoli dell’IMU e non sull’IRPEF – che non sarà aumentata, come si era detto nei giorni scorsi – né sulle compravendite.
4. Tassa sui capitali scudati
I capitali rientrati dall’estero con lo scudo fiscale approvato dal governo Berlusconi, e tassati per il 5 per cento, pagheranno una doppia imposta di bollo (escamotage per rendere costituzionale una tassazione retroattiva che altrimenti sarebbe stata abbattuta dai ricorsi). Su quei capitali si pagherà quindi un’imposta una tantum dell’1,5 per cento, e con quei soldi si coprirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni fino a 960 euro.
5. Tasse sui beni di lusso
Vengono introdotte una tassa sullo stazionamento e il rimessaggio delle imbarcazioni superiori a 10 metri di lunghezza, una tassa di possesso sugli aerei ed elicotteri privati, un superbollo aggiuntivo sulle auto con potenza superiore ai 170 kW.
6. Patrimoniale sulle attività finanziarie
L’imposta di bollo sui conti correnti bancari viene estesa anche al deposito titoli e ad altri strumenti e prodotti finanziari, come le polizze assicurative sulla vita, i fondi immobiliari e i fondi comuni. Ci sarà una soglia di esenzione, ma per gli investimenti superiori a 5000 euro il bollo sarà più che raddoppiato: il governo deve ancora comunicare le aliquote precise.
7. Misure per la crescita
L’IRAP sul costo del lavoro sarà deducibile per le imprese, così da incentivare le assunzioni (in particolare quelle di donne e giovani). Viene rafforzato il fondo di garanzia sui prestiti alle piccole e medie imprese. Fino al 30 giugno 2012 lo Stato farà da garante anche per le passività delle banche italiane. Allo scopo di fornire un “Aiuto alla Crescita Economica”, definito con l’acronimo ACE, viene introdotta a partire dal 2011 un’agevolazione alle imprese che aumentano il capitale proprio: le imposte sui redditi saranno deducibili per “rendimento nozionale” figurativo, la cui aliquota sarà fissata entro il 31 gennaio di ogni anno. La misura ricorda la dual income tax introdotta dall’ex ministro Visco.
Liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C, quelli a pagamento, che potranno essere venduti anche nelle parafarmacie. Liberalizzazione sperimentale degli orari di apertura degli esercizi commerciali nelle località turistiche e città d’arte. I gestori delle pompe di carburante potranno rifornirsi da qualunque produttore, senza clausole di esclusiva. Se entro il 13 agosto 2012 non saranno varate norme per la riforma degli ordini professionali, questi verranno soppressi.
Gli immigrati che hanno chiesto il permesso di soggiorno ma non l’hanno ancora ricevuto potranno sottoscrivere regolari contratti di lavoro.
8. Evasione fiscale
Introduzione del limite di 1000 euro per i pagamenti in contanti. Incentivi e agevolazioni fiscali per i professionisti e le piccole imprese che accettano la piena tracciabilità dei propri ricavi. Monti ha detto inoltre che una delle misure più importanti contro l’evasione è una non-misura: la sua categorica esclusione riguardo l’approvazione di condoni di qualsiasi genere.
9. IRPEF
Non c’è l’aumento dell’IRPEF di cui si era molto parlato la settimana scorsa, ma l’addizionale regionale dell’imposta sui redditi passa dall’attuale 0,9 per cento all’1,23 per cento.
10. Lire
Si stabilisce la prescrizione anticipata delle lire in circolazione a favore dell’erario.
11. Enti locali
I fondi per le regioni vengono tagliati di 3,1 miliardi a partire dal 2012: 2,1 alle regioni a statuto ordinario e 1 alle regioni a statuto speciale. I fondi per i comuni con più di 5000 abitanti vengono tagliati di 1,4 miliardi dal 2012. I fondi per i comuni con più di 1000 abitanti vengono tagliati di 1,4 miliardi dal 2013.
12. Pareggio di bilancio
Il governo prevede con la manovra di blindare gli obiettivi di risparmio già previsti in bilancio per 2012, 2013 e 2014. Se non dovessero bastare, scatterà un aumento di 2 punti delle aliquote IVA del 10 e del 21 per cento a partire da giugno del 2012, con un ulteriore scatto di mezzo punto dal giugno del 2014. 

sabato 3 dicembre 2011

La crisi c'è ed è soprattutto dentro di noi!

Oggi è una giornata particolare, sarà perchè piove, sarà perchè scopri che non c'è mai fine al peggio, sarà perchè c'è crisi!
Lavori con le donne, lavori per le donne....e "se non le donne chi?", dice lo slogan del comitato promotore SNOQ per la manifestazione dell'11 dicembre 2011 a Roma!
Ma forse il problema è che la crisi non è solo quella che sentiamo sulla pelle perchè precarie nella vita e nel lavoro o politica, o economica di cui leggiamo tutti i giorni, ma è anche e soprattutto una profonda crisi interiore, di rapporti, con se stesse/i e con le/gli altre/i!
Non ho mai vissuto prima di ora un periodo di così intensa aggressitività delle/gli une/i contro le/gli altre/i, del tutte/i contro tutte/i, è agghiacciante...
la mia impressione è che a causa di personalissime frustrazioni, certamente dovute anche al momento infelice, ma proprio perchè infelice abusato come "sfogatoio", si vanno ingaggiando battaglie fini a se stesse.
Nell'ultimo periodo ci sono state tante, troppe "uscite" infelici, non ultimo l'articolo pubblicato su Libero "Togliete i libri alle donne e torneranno a far figli" già a lungo dibattuto e che allora ci trova tutte unite nel dissenso generale.
Poi appena finita la battaglia del momento ecco che si ritorna all"Eva contro Eva", perchè se esiste il problema di rapporti tra uomini e donne, uomini e uomini, esiste ovviamente anche quello fra donne e donne. E fin qui niente di nuovo! Ma come dice Renata Puleo nelle Riflessioni  Sistemiche (n.4 del maggio 2011) "Donne, potere e conflitto fra donne":

"Ciò che mi pare sia stato sottaciuto, poco pensato nella sua specificità, è il sentimento dell’invidia femminile. Esso rappresenta un correlato del discorso sul potere, perché parla di qualcuna che ha e può e qualcun’altra che non ha, o presume non avere e non potere sulla scena mondana. Non mi riferisco all’invidia così come è entrata nel canone del sapere psicoanalitico, con una lettura spesso poco problematica dei lavori di Melanie Klein. Penso a qualcosa che di quel nucleo di elaborazione è tributario, ma in maniera bastarda, priva di status autorevole, per il lato più oscuro delle esperienze femminili: il fallo esibito da alcune donne con altre donne, il nutrimento intellettuale elargito senza cura e senza riconoscimento del desiderio dell’altra. Dunque in poca libertà, ancora insoggezione alle forme del maschile. Forse, dire che l’invidia non è stata pensata è ingeneroso verso alcune tracce di un percorso intellettuale in tal senso pure intrapreso,ma rimasto (a caso?) di nicchia, elaborazioni che sono un po’ come sintomi di un lavoro simbolico non finito (in-finito?), che si muove nella zona di limite in cui si confrontano le donne che hanno conquistato qualcosa e coloro che non lo hanno fatto, potuto, o voluto."

Anche Elena Pulcini approfondisce l'invidia femminile nel suo libro: "Invidia. La passione triste"


L’invidia femminile è pervasiva e onnipresente, coglie ogni pretesto per posare sull’altra il proprio sguardo maligno, e tende a moltiplicarsi, riconfermando la sua sostanziale indifferenza all’oggetto, e finendo per investire non solo quella singola donna, ma le donne in generale (…). E allora? Che ne è delle conquiste del femminismo e di quella solidarietà in cui abbiamo intensamente creduto? (…). Il potere è ancora il nostro spettro da esorcizzare. E’ ciò che fortemente vorremmo (perché non l’abbiamo mai avuto!), ma è anche ciò che ci fa sentire in colpa e che non riusciamo mai completamente ad assolvere e legittimare. Cosicché finiamo vittime di una schizofrenia tra identificazione e mimesi al maschile da un lato e negazione e rifiuto del potere dall’altro

Ecco descritto, nelle ultime righe, l’Impossibile della condizione femminile all’interno di un simbolico pensato e strutturato a misura d’uomo.

Per questo penso, anzi sono convinta, che la crisi sia soprattutto quella radicata dentro di noi...dobbiamo lavorare al suo superamento attraverso la solidarietà e la forza che ci contraddistingue proprio perchè donne!

I.T.

sabato 19 novembre 2011

25 Novembre Giornata mondiale contro la violenza alle donne. NOI CI SIAMO!


In occasione della giornata mondiale contro la violenza alle donne, il Comitato Se Non Ora, Quando della città di Massa organizza "Maltratt_ARTE" un flash mob itinerante nel centro della città di Massa dalle ore 18.00 di venerdì 25 novembre 2011.

Organizzazione:


-Chi vuole potrà rendere il tutto più scenografico facendosi con il trucco o un occhio nero o altri tipi di segni sul volto. Per chi vuole essere aiutato a truccarsi il ritrovo sarà alle ore 17.15 presso il negozio Enemy's Record in Via Beatrice, 35 a Massa.
-Utilizzeremo dei cartelli con scritte sul tema!
-Alle ore 18.00 ci troveremo in piazzetta Manfredi e poi da lì partiremo per fermarci qualche minuto in ogni punto strategico del centro cittadino (piazza Aranci, Via Dante, davanti al teatro Guglielmi, Piazza Garibaldi, Oviesse e Coop)
-Ogni qual volta ci fermero in un punto verrà letto a voce alta uno dei cartelli che indosseremo.

Vi riporto le parole di un bellissimo articolo scritto dal Coordinamenta femminista e lesbica di collettivi e singole- Roma- coordinamenta@autistiche.org :

Combattere contro la violenza sulle donne significa

- trovare forme di autodifesa e autorganizzazione;
- ribellarsi ed aiutare le donne a ribellarsi;
- combattere i meccanismi che in questa configurazione sociale incentivano ed aumentano le possibilità di violenza. Per questo l’autodeterminazione delle donne non può essere svincolata da una critica radicale al sistema capitalistico/neoliberista. La società neoliberista,infatti, sdogana la violenza gerarchica per favorire i rapporti di subordinazione e mercificazione. La liberazione della donna è inseparabile dalla lotta di classe, dalla lotta per una società dove non ci sia sfruttamento e non può significare, in alcun modo, partecipazione alla gestione dell’attuale sistema di potere.
Per questo riteniamo che l’emancipazione sia stata uno strumento di "pacificazione sociale". Molte donne sono diventate attraverso l’emancipazione parte integrante ed attiva del sistema di potere della società patriarcale e del relativo controllo sociale. Mentre prima perpetuavano il dominio patriarcale con l’accettazione passiva e/o partecipe dei ruoli loro assegnati, ora agiscono direttamente violenza contro le altre donne;
- combattere i linguaggi e gli atteggiamenti sessisti;
- combattere le parole "politicamente corrette" come "convivenza civile", "sereno confronto fra i sessi", "affido condiviso", "partecipazione e scelta responsabile", "educazione alla convivenza".......che strumentalizzazno le lotte delle donne, confondono l’aggredita con l’aggressore e mettono sullo stesso piano chi la violenza la subisce e chi la esercita;
- battersi contro le leggi securitarie e il controllo sociale;
- battersi contro i ruoli;
-smascherare i meccanismi che opprimono e dividono buone/i e cattive/i, omologate/i e non omologate/i, diverse/i;
-cercare di scardinare il rapporto di potere all’interno dei rapporti affettivi ed il concetto di famiglia ed il concetto stesso di coppia, sia etero che non, come microcosmo in cui si ripropongono dinamiche di sopraffazione;
- affrontare il tema della violenza esercitata dalle donne contro le donne anche nei rapporti di coppia ed affettivi, dato che i meccanismi ed i valori della società patriarcale sono fortemente introiettati;
- analizzare la violenza sulle donne partendo da noi e ,quindi, dal personale che è politico, perchè le problematiche del rapporto tra i sessi vengano tirate fuori dalla sfera privata e se ne riconosca la valenza politica.

Il personale è politico/ il sociale è il privato

venerdì 11 novembre 2011

Ci siamo...11-11-11 #2eurox10leggi!


Quando una donna fa politica, cambia la donna, ma quando tante donne fanno politica, cambia la politica. (Michelle Bachelet)


Ed anche il fatidico giorno del Blogging day è arrivato e speriamo che questa combinazione cabalica dell'11-11-11 (e non a caso scrivo per le ore 11.00!) porti bene, porti buon auspici, perchè è ora di grandi cambiamenti e nel nostro piccolo, grazie all'idea di Manuela Mimosa Ravasio, proviamo a contribuire a questi cambiamenti!
Per partecipare, come ho fatto io e tante altre persone, cliccate qui e prenotate la vostra quota, fatelo oggi stesso che magari grazie alla data palindroma porta tanta fortuna!
Riporto qui sotto le leggi proposte perchè condivido questa iniziativa e vorrei dare più informazioni possibili. Tanti blog oggi insieme a me faranno questa operazione di diffusione capillare e quindi speriamo che serva a smuovere le acque:
1. Legge per il congedo obbligatorio condiviso. Introduzione del concetto di paternità obbligatoria.
2. Legge per la maternità universale. Ovvero ogni donna che sceglie di diventare madre, sia essa single, sposata, lavoratrice dipendente o precaria, deve aver diritto al sussidio di maternità.
3. Legge per la realizzazione di una reale democrazia paritaria. Una legge elettorale che, come quella campana, preveda la doppia preferenza di genere e una presenza al 50 per cento nelle liste.
4. Legge contro le dimissioni in bianco e incentivi per una maggiore partecipazione delle donne nel mondo del lavoro e delle professioni. Obiettivo: la parità ovunque, anche nei salari.
5. Educazione sessuale e di identità di genere fin dalla scuola primaria su modello di quelle danesi. Istituzione di una Commissione che vigili sull’uso dell’immagine femminile nel mondo dei media.
6. Legge contro la violenza sessuale sul modello spagnolo. Si parte dall’educazione fino alla tutela dei e nei centri di accoglienza delle vittime, all’assistenza legale, alla punizione e recupero di chi opera violenza.
7. Leggi per il finanziamento della costruzione di asili nido di piccole dimensioni ma diffusi sul territorio, e per i tempi pieni di qualità nelle scuole primaria e secondaria di primo grado.
8. Legge che deliberi reali sostegni a tutte le tipologie di nuclei familiari con figli o con anziani a carico. Rivedere anche la legge sulle pensioni di reversibilità che ha danneggiato soprattutto le donne.
9. Una legge sul futuro. Provvedimenti per dare maggiore autonomia, anche economica ai giovani e alle giovani. Sulla proposta di Martine Aubry, finanziare il merito e la realizzazione in tutti i campi: dalla cultura all’industria.
10. Promuovere a tutti i livelli istituzionali, dai Comuni allo Stato Centrale, il Bilancio di Genere, che consente di ripartire in modo equo e più controllato le risorse a disposizione.


Tutte le informazioni e gli aggiornamenti su questa iniziativa si trovano sul blog http://2eurox10leggi.blogspot.com


giovedì 10 novembre 2011

Un paese migliore, un paese normale


Questo è i commento di Manuela Mimosa Ravasio in risposta ad altri che segue la pubblicazione dell'articolo su #2eurox10leggi pubblicato su la27esimaOra de Il Corriere della Sera, qui il link. Vi invitiamo a seguire il dibattito e commentare.

Personalmente la cosa che mi rattrista maggiormente leggendo alcuni di questi commenti è la constatazione di essere, ancora, in un Paese ben lontano dalla normalità. Ringrazio Rosi Mascia per tutti i dati, anche se sicuramente i fedeli lettori del Corriere della Sera  avranno avuto occasione in questi mesi, se non in questi anni, di leggere in tanti e dotti articoli, quanto e come la partecipazione attiva delle donne nei lavori e nelle istituzioni vada di pari passo con il livello di competitività e persino di democrazia, di un Paese. Un Paese che mortifica le donne nel loro talento e intelligenza, un Paese che nega loro una pari dignità nella rappresentazione e nelle funzioni, è un Paese destinato a restare indietro. È un paese peggiore. E non solo per le donne, ma anche per gli uomini. Leggere le 10 leggi come ad esclusivo vantaggio del genere femminile è quindi un abbaglio clamoroso. Com’è un abbaglio clamoroso concepire la politica delle donne come una politica a metà, o di parte. Le 10 leggi vogliono essere solo l’occasione di fare una politica per tutti, ma da un altro punto di vista. Quel punto di vista che, come diceva Giulia Bongiorno mesi fa, potrebbe riconquistare la fiducia della gente comune. Quel punto di vista, quel genere di competenza che in Italia manca da troppo tempo. È pur vero che, come dice qualcuno, le quote rose sono in un certo senso una forzatura. Ma dovremmo interrogarci sul perché, Paesi con un’alta qualità di welfare come i Paesi Nordici, hanno deciso comunque di introdurle per garantire un’equa presenza delle donne nei luoghi dove si decide. Perché, e lo ripeto, l’assenza delle donne in quegli stessi luoghi è un problema anche per la qualità democratica del Paese. Io sono sicura che i lettori del Corriere della Sera hanno ben presente il tema. Che non è un tema per sole donne. Non è un tema che divide i sessi, ma li coinvolge per una nuova idea di società. Una società migliore per tutti e tutte, uomini e donne. Con le 10 leggi si è voluto dare un segno di concretezza. Cominciare dal basso con proposte/richieste che parlassero di realtà. Che cosa c’è di più coraggioso di dichiarare 10 desiderata chiari? Vi sembra davvero che la politica degli ultimi anni, destra o sinistra che sia, sia stata un inno alla chiarezza e alla trasparenza? E vorrei tranquillizzare chi ha paura di un vetero-femminismo di ritorno che non è questo il caso. Personalmente ho un certo fastidio per tutti gli “ismi” e alle 10 leggi partecipano, e stanno partecipando, anche uomini. Perché anche gli uomini sono stanchi di essere rappresentati come cavernicoli incapaci e soprattutto non desiderosi di condividere tutto con le loro compagne/compagni. A cominciare dalla cura dei figli e della famiglia. Pensate che bello, un Paese normale.

Fonte: http://2eurox10leggi.blogspot.com/2011/11/un-paese-migliore-un-paese-normale.html?spref=tw