giovedì 10 novembre 2016

Al via i seminari aperti del corso OPER.A.-Operatrici Antiviolenza



Sabato 12 e 19 Novembre dalle ore 9.00 alle ore 12.00 si terranno i seminari aperti a tutta la cittadinanza
come fase conclusiva del corso OPER.A.- Operatrici Antiviolenza del CAV D.U.N.A.- Donne UniteNell'Antiviolenza, gestito dall'associazione A.R.PA..

Il primo seminario del 12 Novembre „L'importanza ed il rafforzamento del lavoro sociale di rete“ sarà tenuto dalla Dott.ssa Ersilia Raffaelli della Casa delle Donne di Viareggio.
Il secondo seminario del 19 Novembre „Donne straniere, pregiudizi, violenza. La mediazione linguistico-culturale nei CAV“ sarà tenuto dalla Dott.ssa Sara Vatteroni dell'Associazione Casa di Betania ONLUS.


Entrambi i seminari sono volti alla prevenzione, protezione e sostegno delle vittime, per diffondere una cultura di genere, antisessista, antidiscriminatoria e della non violenza. L'intenzione è infatti quella di coinvolgere la cittadinanza perché tutte e tutti possano essere messi nella condizione di accrescere e superare barriere mentali imposte da una cultura distorta

I seminari gratuiti si terranno presso il Centro Quartiere Le Puliche, Via Le Puliche n.128- Massa (MS) grazie al patrocinio del Comune di Massa.





Associazione A.R.PA. in breve
A.R.PA. è stata fondata nel Gennaio 2001 grazie all’incontro di un gruppo di donne residenti nella Provincia di Massa Carrara e della Spezia che, a seguito degli studi universitari in Antropologia, Giurisprudenza, Psicologia, Scienze Politiche e Scienze della Pace, si sono dedicate all’approfondimento delle tematiche di genere e delle politiche di pari opportunità, con un’intensa attività di ricerca e di sviluppo della rete tra i diversi soggetti pubblici e del privato sociale del territorio. Grazie alle competenze professionali maturate e partendo dalle rispettive esperienze personali, molte di noi infatti, sono impegnate nel volontariato, abbiamo deciso di lavorare insieme, coniugando il comune interesse per i diritti umani, declinati in chiave di laicità insieme ai principi di solidarietà sociale, condividendo ideali comuni volti alla diffusione di una cultura di genere, rispettosa delle differenze. Negli ultimi anni sono stati numerosi i progetti a difesa dei diritti umani delle donne, attraverso la realizzazione di azioni di contrasto alla violenza di genere insieme ad un’intensa e continua attività di comunicazione, informazione anche attraverso il nostro blog www.arparita.blogspot.it che è diventato un punto di riferimento per il territorio.


mercoledì 9 novembre 2016

#NonUnaDiMeno #26Novembre stiamo arrivando!


Per la manifestazione #NonUnaDiMeno anche Massa Carrara avrà il suo pullman!!! Per info e prenotazioni scriveteci alla mail dedicata nonunadimenomassa@gmail.com  

Si ringrazia il Coordinamento Donne della CGIL provinciale per il supporto.

Il pullman partirà da Turigliano a Carrara alle ore 7.00 e alle 7.15 da Giovannelli a Massa (vicino al Carrefour). 
Per il viaggio è richiesto un contributo di 10 Euro a persona.


Segui tutti gli aggiornamenti sull'evento FB: Non Una di Meno Massa Carrara 

L’inizio del corteo nazionale #NonUnaDiMeno  del 26 novembre è previsto alle ore 14.00 a Piazza Esedra (vicino la fermata metro A Repubblica) e si concluderà a Piazza San Giovanni (vicino la fermata metro A San Giovanni).


TUTTE INSIEME CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE
VERSO UNA GRANDE MANIFESTAZIONE: IL 26 NOV TUTTE A ROMA!


Info sulla manifestazione nazionalehttps://nonunadimeno.wordpress.com/


venerdì 4 novembre 2016

Le donne del corso OPER.A.. Un successo!

Domani si terrà l'ultima lezione del nostro corso OPER.A- Operatrici Antiviolenza, ed il 12 e il 19 novembre il percorso si concluderà con i due seminari aperti a tutta la cittadinanza "L'importanza ed il rafforzamento del lavoro sociale di rete" e "Donne straniere, pregiudizi, violenza. La mediazione linguistico-culturale nei Centri Antiviolenza".

Il gruppo di donne che stiamo formando ci sta dando grandi soddisfazioni e si prospetta dunque un bel nuovo nucleo di operatrici al Centro Antiviolenza D.U.N.A. .

Questo significa Donne Unite Nell'Antiviolenza, un gruppo di donne da cui emerge da tempo la necessità di dar vita ad un cambiamento sostanziale di cui essere protagoniste e che si misuri sui diversi aspetti della violenza di genere per prevenirla e trovare vie d’uscita concrete.
Grazie a tutte per aver intrapreso questa strada con noi da cui non si può in ogni caso tornare indietro...fa parte del processo irreversibile verso la libertà.

Alcune delle corsiste di OPER.A.

NO PASaran!!! Insieme contro la violenza sulle donne.


Seminario su alienazione parentale a Catanzaro e raccolta firme


LA NOTIZIA
Il 18 novembre 2016 si svolgerà all’Università Magna Grecia di Catanzaro il seminario “Alienazione parentale. Innovazioni cliniche e giuridiche”.
Il seminario, organizzato/patrocinato da soggetti del privato sociale e istituzionali (La casa di Nilla, Regione Calabria, Ordine degli Assistenti sociali della Calabria, Ordine degli Psicologi della Calabria), si propone come momento di studio e riflessione su un ipotetico e controverso insieme di disturbi psicologici che riguarderebbe i figli di coppie che si separano in modo gravemente conflittuale.
IL COMMENTO
Nonostante le evidenze scientifiche, un piccolo ma agguerrito gruppo di accademici e professionisti cerca di accreditarsi in convegni e nei tribunali, nei fatti poggiando solo su congetture, supposizioni e senso comune,  l’esistenza del “fenomeno” dell’alienazione parentale.
Nel frattempo un’imponente opera di propaganda agisce sul web, contribuendo alla disinformazione e alla confusione sulla tematica. Una semplice ricerca sul web mostra infatti come questo argomento sia ampiamente utilizzato da gruppi misogini, sessisti, antifemministi e negazionisti, in particolare della violenza contro le donne.
Invitiamo pertanto gli/le organizzatori/trici del Seminario di Catanzaro, a prendere atto della non scientificità degli argomenti, e a visionare i siti dei gruppi che ‘sponsorizzano’ l’alienazione parentale. Chiediamo ai/alle rappresentanti istituzionali, che patrocinano l’evento, di considerare criticamente l’opportunità di offrire il loro appoggio a un seminario che presenta tali aspetti problematici, fra l’altro senza un reale contraddittorio.
INFORMAZIONI UTILI
La cosiddetta alienazione parentale, derivazione della sindrome di alienazione parentale (PAS) inventata da un medico americano, Alan Gardner, nel 1985, è stata ampiamente sconfessata dalle autorità sanitarie e giuridiche in numerosi Stati.
In particolare in Italia, nel 2012 il Ministro della Salute che la PAS è una congettura senza alcun fondamento scientifico: “Sebbene la PAS sia stata denominata arbitrariamente dai suoi proponenti con il termine disturbo, l’Istituto superiore di sanità non ritiene che tale costrutto abbia né sufficiente sostegno empirico da dati di ricerca, né rilevanza clinica tali da poter essere considerata una patologia e, dunque, essere inclusa tra i disturbi mentali nei manuali diagnostici”.
Nel 2013 la Suprema Corte di Cassazione (sentenza 7041/2013) ha ribadito il principio giuridico per cui non possono essere usati in tribunale concetti privi di validità scientifica, e pertanto “nei giudizi in cui sia stata esperita c.t.u. medico-psichiatrica […] il giudice di merito è tenuto a verificare il fondamento, sul piano scientifico, di una consulenza che presenti devianze dalla scienza medica ufficiale e che risulti, sullo stesso piano della validità scientifica, oggetto di plurime critiche e perplessità da parte del mondo accademico internazionale, dovendosi escludere la possibilità, in ambito giudiziario, di adottare soluzioni prive del necessario conforto scientifico e potenzialmente produttive di danni ancor più gravi di quelli che intendono scongiurare.” (Cass. Pen. n. 7041 del 20/03/2013).
L’associazione D.i.Re (Donne in rete contro la violenza), definisce l’alienazione parentale “uno strumento di pura invenzione”, mentre il Movimento per l’Infanzia ricorda che “L’enfasi sulla Alienazione Parentale, figlia ideologica della PAS, risponde  al medesimo scopo della PAS: interpretare in via automatica le paure e i rifiuti dei bambini come atti manipolativi di madri-mostro, accusate di condizionare i propri figli e ledere di conseguenza il diritto alla bigenitorialità”
Anche il Comitato CEDAW (Onu) nel 2011 ha invitato le autorità italiane ad arginare l’utilizzo nei tribunali di riferimenti alla “discutibile teoria della PAS” per limitare la genitorialità materna (Comitato CEDAW, 2011, paragrafo 51).
E’ degno di nota che discussioni pseudoscientifiche sul tema dell’alienazione parentale siano diffuse particolarmente in Italia. A livello internazionale, nette sono state le prese di posizione di importanti ordini e associazioni professionali (per citarne alcune: Associación Española de PsiquiatriaAmerican Psychiatric AssociationIstituto di Ricerca dei Procuratori Americani (APRI), Associazione Nazionale degli Avvocati Americani (NDAA). A livello nazionale, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Società Italiana di Pediatria si sono pronunciate contro l’uso improprio di tali concetti nelle sofferte e spesso laceranti controversie per l’affidamento dei figli”.
qui il pdf: documento-cz_NoPAS
Chi volesse sottoscrivere, può farlo scrivendo all’indirizzo nopascz@gmail.com
Ass. Federico nel Cuore, Presidente Antonella Penati
ATGENDER (The European Association for Gender Research, Education and Documentation)
D.i.R.E. Donne in Rete contro la Violenza
Centro contro la violenza alle donne Roberta Lanzino, Cosenza
Movimento per l’Infanzia
Rete Fight4childprotection
UDI Modena
Onda Rosa Nuoro
Collettiva AutonoMia ReggioCalabria
Il gruppo “Chi colpisce una donna, colpisce tutte noi”
Centro Veneto Progetti Donna – Centro Antiviolenza di Padova e provincia
Casa delle Donne Viareggio – Centro L’Una per l’Altra
Associazione A.R.P.A., Associazione Raggiungimento Parità, Massa
Associazione Differenza Donna ONG
Monia Andreani, Università di Urbino
Marina Annunziata
Eleonora Avi, dottoressa in psicologia
Donatella Barazzetti, Università della Calabria
Vania Bernardini
Rosalba Bernaudo, direttivo What Women Want
Luisa Betti, giornalista
Daniela Borselli, psicologa-psicoterapeuta
Valentina Bruno, Insegnante e operatrice Centro Antiviolenza Erinna, Viterbo
Angela Carbone, What Women Want
Annamaria Cardamone, sindaca di Decollatura
Titti Carrano, Presidente D.i.Re
Vittoria Castagna, dottoranda Università di Palermo
Maira Casulli, avvocata Foro di Bari
Denise Celentano, ricercatrice
Ada Celico, Milano
Emira Chimenti, What Women Want
Stella Ciarletta, Presidente What Women Want
Maria Concetta Corona, artista
Imma Cusmai,  #IlDiavoloVeste PAS
Simona D’Aquilio, avvocata, socia AIAF Lazio
Antonietta Davoli
Daniela De Blasio, CPO regione Calabria
Alisa Del Re, Università di Padova
Elisa Ercoli, Presidente Associazione Differenza Donna ONG
Guglielmina Falanga, Dottoranda in Scienze Sociali, Faculdad latinoamericana de Ciencias Sociales (FLACSO), Ecuador
Maria Ferrara, presidente Ass. G.O.A.P. onlus Trieste
Giovanna Ferrari
Stefania Figliuzzi, Presidente CAV Attivamente Coinvolte
Eleonora Forenza, Europarlamentare
Claudia Forini, Presidente Cooperativa Centro Donne Mantova
Silvia Galiano, Cz
Concetta Gentile, avvocata Cooperativa Eva Luna
Pietro Giustino
Doriana Goracci, giornalista
Alessia Guidetti
Maria Cristina Guido, insegnante
Nora Imbimbo
Gabriele Logozzo, studente Psicologia, Università di Palermo
Massimo Lizzi
Chiara Lo Scalzo
Anna Maghi, presidente associazione Erinna – Viterbo
Teresa Manente, avvocata Ass. Differenza Donna
Nori Mangili, mamma
Isolina  Mantelli, medico
Simona Adelaide Martini, psicologa, psicoterapeuta
Emilia Martorana, Coordinamento antiviolenza 21 luglio, Palermo
Andrea Mazzeo, psichiatra
Lea Melandri, scrittrice, femminista
Giuliana Mocchi, Università della Calabria
Pina Nuzzo, artista
Claudia Padovani, CIRSG, Università di Padova
Lella Paladino, Presidente Cooperativa Eva
Paola Palermo, What Women Want
Claudio Parentela, CZ
Anna Pascuzzo, scrittrice
Monica Pasquino, formatrice, Associazione Scosse
Francesco Peltrone, psichiatra
Lorenza Perini, Università di Padova
Anna Petrungaro, delegata Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino”
Cinzia Pierucci
Maria Serenella Pignotti, pediatra
Giusy Pino, avvocata
Marcella Pirrone, avvocata Centro Antiviolenza GEA Bolzano
Salvatore Pitruzzello, Ph.D. Columbia \University
Barbara Poggio, Università di Trento
Luisanna Porcu, psicologa-psicoterapeuta
Serena Procopio
Ersilia Raffaelli, psicopedagogista, presidente Casa delle Donne Viareggio-Centro Antiviolenza “L’Una per L’altra”
Doriana Righini, casalinga
Tina Rossi
Marika Salonna
Irma Sammarco, insegnante
Silvia Sammarco, psicologa
Marzia Sannicola, avvocata Mo
Marina Simonetti, What Women Want
Rosa Traversa, psicologa e freelance
Manuela Ulivi, Presidente CADMI Milano
Sonia Vaccaro, psicologa
Maria Assunta Vecchi
Antonella Veltri, delegata Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino”
Giovanna Vingelli, Università della Calabria
Lidia Zitara, giornalista

A Massa Carrara sportello antiviolenza gestito da ex Forza Nuova. E le donne? di Nadia Somma

Ringraziamo Nadia Somma per il bellissimo articolo uscito oggi su Il Fatto Quotidiano!

A Massa Carrara sportello antiviolenza gestito da ex Forza Nuova. E le donne?

Oggi propongo alcune riflessioni sulle quali penso sia importante confrontarsi insieme a chi vuole lavorare con donne vittime di violenza. Giorni fa il Centro antiviolenza D.U.N.A. di Massa Carrara ha criticato l’apertura di uno Sportello antiviolenza su iniziativa del sindacato Unione generale del lavoro (Ugl) e dell’Ente nazionale di Assistenza sociale (Enas). Alla presentazione erano presenti due deputate, l’ex segretario generale dell’Ugl ed ex governatrice del Lazio Renata Polverini, in quota Forza Italia, e la democratica Martina Nardi. Lo sportello sarà gestito da due uomini, Daniele Pepe, responsabile Enas a Massa, e Bruno Quieti, segretario provinciale Ugl.


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Daniele Pepe nel 2010

Le attiviste di D.U.N.A sono preoccupate per il rischio di improvvisazioni sulla pelle delle donne e lo hanno detto forte e chiaro: “I centri sono gestiti da donne con una forte formazione sulla violenza di genere alle spalle, non sono semplici servizi, che rispettano l’autodeterminazione, la libera scelta della donna che inizia un percorso per uscire dalla situazione di violenza per cui cerca aiuto nel rispetto delle linee nazionali e internazionali che prevedono requisiti ben precisi”. Poi le militanti hanno fatto riferimento a un episodio avvenuto sei anni fa, quando uno dei due promotori dello Sportello, Daniele Pepe (all’epoca responsabile regionale di Forza nuova, in particolare del settore giovanile chiamato Lotta Studentesca), organizzò un incontro pubblico contro l’interruzione volontaria di gravidanza e la legge 194; in quell’occasione  un gruppo di uomini e donne aggredirono verbalmente con minacce di stupro e ingiurie di carattere sessista alcune femministe intervenute nel dibattito per difendere il rispetto della legge 194. Le donne di D.U.N.A. si domandano come possa operare correttamente una persona che, da una parte, per credo politico, rinnega l’autodeterminazione delle donne garantita dalla 194, e dall’altra, per il ruolo che viene ad assumere presso lo Sportello antiviolenza, deve salvaguardare, allo stesso tempo, il medesimo principio.
volantino_enas_ugl_massa_675Ho contattato Daniele Pepe che non ha voluto confrontarsi al telefono con me ma si è reso disponibile a uno scambio di messaggi. Mi ha scritto di non voler entrare in polemica. Rispetto all’episodio del 2010 ha risposto che “l‘iniziativa di aprire uno sportello inteso come centro di ascolto e di assistenza è stata lanciata a livello nazionale dall’Enas, ente già operativo a livello locale da oltre 40 anni per l’assistenza sociale a tutti i lavoratori, comprese le donne”. “Con queste premesse – ha proseguito Pepe – non sono in grado di rilasciare dichiarazioni specifiche su un singolo episodio avvenuto oltre 6 anni fa e del quale si è reso estemporaneamente protagonista una persona dalla quale sono state prese debite distanze. L’episodio fu criticato allora così come ora e qualificato come assolutamente inadeguato, fuori luogo e abbandonato dagli organizzatori della conferenza dell’epoca. Certamente lo spirito e le ragioni che stanno alla base dell’apertura dello sportello di ascolto patrocinata dall’Enas non hanno nulla a che vedere con ideologie politiche che, peraltro, non appartengono all’Ente di assistenza sociale”. Pepe si è augurato che “per tali ragioni l’iniziativa, salutata come positiva dall’opinione pubblica, potrà essere ulteriormente coltivata confidando che ogni ragione politica possa restarvi estranea e, al contrario, sia favorita ogni tipo di collaborazione con altre realtà esistenti”.
La  presentazione dello Sportello antiviolenza dell’Enas e Ugl,  è stata accompagnata da una locandina con il simbolo femminista e il titolo “Donne e diritti violati. Dal femminicidio alle molestie sul lavoro“. Ma dietro il linguaggio e  al simbolo ci sono anche i contenuti legati alla storia e al pensiero che li ha espressi? Se fosse così non ci sarebbero due uomini a lavorare in quello Sportello perché quei contenuti, nati dal pensiero femminista fondano gli interventi sulla relazione fra donne perché è attraverso la valorizzazione reciproca, che la donna sperimenta un Sé positivo che la muova a riprogettare la propria vita. E se non sono quelli i saperi sui quali opererà lo Sportello a Massa Carrara allora perché accreditarsi con quella forma?
 Sportelli e Centri antiviolenza sorgono in tutta Italia dettati anche dalla buona volontà di aiutare le donne ma non si conosce che metodologia adotteranno né su quale lettura del fenomeno della violenza fonderanno le loro azioni e i loro progetti.
Esistono già cosiddetti centri e sportelli anti-violenza che violano la convenzione di Istanbul perché svolgono mediazione di coppia che è assolutamente sconsigliata in situazioni di violenza perché espone le donne a rischi e processi di vittimizzazione(purtroppo avviene anche nelle istituzioni quando si confonde conflitto con violenza). Non si dovrebbero allora definire i criteri qualitativi che definiscono che cos’è un centro antiviolenza nel rispetto delle direttive internazionali e anche chiedere ai soggetti che fondano luoghi per le donne vittime di violenza quali metodologie adotteranno, quali analisi sulla violenza,  quali letture del fenomeno, quali competenze e quale formazione?   
@nadiesdaa