lunedì 18 marzo 2013

Per l'effettiva Parità in Democrazia ANNO 2013: UNA DONNA AL QUIRINALE

A:
Onorevole Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputali
Senatore Pietro Grasso, Presidente del Senato
All'attenzione della Presidente della Camera e del Presidente del Senato, con preghiera di inoltro a tutte e a tutti i parlamentari eletti.

Gentilissimi Onorevole Boldrini e Senatore Grasso,
ci rivolgiamo a Voi e a tutti i membri del Parlamento, rinnovato dalle ultime elezioni.
Con specifico riferimento ai paragrafi relativi alla “Rappresentanza Politica” e alle “Alte cariche dello Stato” del documento “Il Manifesto degli Obiettivi Immediati” del gruppo Fb “L’Agenda delle Donne per l’Italia Nazione Europea”, CHIEDIAMO QUI con profonda convinzione l’elezione di UNA DONNA ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, per le motivazioni che seguono.
«Per un mutamento degli schemi discriminatori che permangono ancora irrisolti nella nostra disturbata cultura, occorre agire e sui cancelli di sbarramento pratici e altresì su tutti i MODELLI SIMBOLICI.
Ciò vale per il linguaggio - che sopprime nei plurali il femminile, eliminando la reale esistenza delle donne in omaggio a una distorta visione maschile del mondo; vale per la cellula familiare, dove tale obiettivo va perseguito in primo luogo attraverso la modifica del cognome della prole; vale per la cellula sociale più ampia, la COMUNITÀ, che è sostanza del nostro Paese.
Di conseguenza, riteniamo non più rinviabile che Capo dello Stato italiano sia una Donna. Solamente il presupposto discriminativo nei confronti del genere femminile, infatti, può spiegare come mai sino ad oggi, in tanti anni di dichiarata Democrazia, non vi sia stata nemmeno UNA sola donna Presidente della nostra Repubblica».
Lo ribadiamo ancora oggi che apprendiamo con gioia dell’elezione dell’on. Laura Boldrini, donna di alto profilo istituzionale, a cui vanno le nostre commosse congratulazioni unitamente alla nostra fiducia e speranza, senza che questo possa minimamente intaccare la fiducia che altresì riponiamo nel nuovo Presidente del Senato.
La scelta di una donna quale Presidente della Camera è stato un passo importante ma non basta. Occorre adesso eleggere una donna alla carica di Presidente della Repubblica, di questa nostra Repubblica che attraverso la LAICITÀ fonda e protegge tutti gli altri valori della Carta, che non possono essere soggetti a dogmatismi di nessuna natura, che siano di natura politica o religiosa o economica.
“Un Paese che emargina le donne NON È un paese democratico”, abbiamo scritto nel nostro documento. Un Paese che non dovesse tutelare con la necessaria chiarezza la laicità delle sue istituzioni si avvierebbe verso un pericoloso declino.
Chiediamo al Parlamento tutto di mostrare per l’intera cittadinanza italiana la stessa sensibilità che l’ha portato a una scelta ottimale per la Presidenza della Camera dei deputati. Non sarà solo un gesto utile e necessario nei confronti della popolazione femminile; avrà importanza anche per la componente maschile, che potrà apprendere in maniera diretta, senza passare da inutili parole, che può sentirsi rappresentata, in totale fiducia, da una DONNA.

Domenica 17 Marzo 2013

Ringraziano e firmano per il Gruppo Fb “L’Agenda delle Donne per l’Italia”:
Iole Natoli, Ilaria Tarabella, Maria Esposito

Rif. documento citato: Il Manifesto degli Obiettivi Immediati
Cordiali saluti

martedì 5 febbraio 2013

L'AGENDA DELLE DONNE PER L'ITALIA NAZIONE EUROPEA



Finalmente ci siamo! Dopo giorni di duro lavoro siamo riuscite a realizzare il manifesto degli obiettivi immediati, un primo pacchetto di proposte, del quale chiedere accoglimento e attuazione nel corso della XVII Legislatura in arrivo.
 

Nato da una idea di Iole Natoli il 1° Gennaio 2013! 
Iole grande donna, blogger, giornalista pubblicista ed illustratrice, che ha pensato di fondare il gruppo su FB L'AGENDA DELLE DONNE PER L'ITALIA NAZIONE EUROPEA da cui si è man mano sviluppato il progetto omonimo grazie anche alle molte donne che hanno dato il loro contributo.
 Io, Adriana Perrotta e Teresa Pezzi oltre a dare il nostro contributo individuando alcuni degli obiettivi del manifesto,  abbiamo coadiuvato nei lavori Iole .

A questo punto sta a tutte e tutti noi aderire, accogliere questi obiettivi diffondendo il più possibile allargando le maglie di questa già vasta rete e portare all'attenzione di più candidate e candidati possibili che si facciano carico di queste proposte nate da donne per le donne!
Questo è il blog creato ad hoc per la visione e diffusione del manifesto degli obiettivi immediati dell'Agenda delle donne per l'Italia Nazione Europea

http://agendadonneitalia.blogspot.it/2013/02/in-occasione-delle-elezioni-politiche_178.html

Per info adesioni e sottoscrizioni scrivere a: manifesto.agenda@gmail.com 
 
 Ilaria Tarabella


giovedì 6 dicembre 2012

FERMA IL FEMMINICIDIO. NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE


A.R.PA. aderisce al progetto de Le Voltapagina!

Negli ultimi anni, in diversi contesti internazionali, lo Stato italiano è stato oggetto di pressioni da parte delle Nazioni Unite per il suo scarso ed inefficace impegno nel contrastare la violenza maschile nei confronti delle donne.
Ad oggi l’Italia è ancora del tutto inottemperante rispetto agli standard e agli impegni internazionali, FERMA IL FEMMINICIDO nasce per aumentare la consapevolezza della cittadinanza, sensibilizzare i giovani sulla violenza di genere allo scopo di contrastare il fenomeno del femminicidio che vede ogni due giorni una donna uccisa per mano del proprio compagno, marito, fidanzato…

PROGETTO

Il progetto prevede, oltre ad azioni di sensibilizzazione attraverso una campagna di comunicazione sociale con la produzione e distribuzione di materiale informativo e una campagna di web-marketing per la diffusione in rete, azioni che riguarderanno soprattutto progetti di educazione sentimentale, ovvero educazione al rispetto e alla valorizzazione delle differenze e diversità sessuali, a partire dalla scuola dell’infanzia.

AZIONI

- azioni di sensibilizzazione attraverso una campagna di comunicazione sociale

- produzione e distribuzione di materiale informativo
– campagna di web-marketing per la diffusione in rete

- progetti, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, di educazione sentimentale, ovvero educazione al rispetto e alla valorizzazione delle differenze e diversità sessuali

- incontri presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado per stimolare, con la collaborazione del corpo docente, la realizzazione di attività didattiche sul tema

ADESIONE


Aderire, adottando il progetto “Ferma il femminicidio”, è un’azione di cittadinanza attiva che anche tu puoi fare. Bisogna stimolare tutte le Istituzioni territoriali all’assunzione di una responsabilità diretta rispetto alla violenza di genere: puoi fare molto, in modo semplice. Ad esempio puoi stampare uno dei tanti supporti cartacei e diffonderlo nel tuo territorio. O più semplicemente puoi promuovere il progetto attraverso i social media, usando il badge o il banner-diario di Facebook, invitando tutti  i tuoi amici a fare lo stesso. Puoi pubblicare sul tuo blog/sito il banner “Ferma il femminicidio” e favorire la diffusione di una cultura diversa. Oppure partecipare, realizzando e comunicandoci idee diverse e proposte alternative. Diventa protagonista, agisci per il cambiamento.
Il femminicidio riguarda la società civile tutta, riguarda anche te! Non possiamo accettare che ogni due giorni una donna sia assassinata. Restare indifferenti rispetto a tutto questo non è possibile, agire è indispensabile. Oggi.
Per aderire basta inviare una mail a questo indirizzo, aggiungendo il nome al testo precompilato:

nome (di associazione, istituzione, azienda, gruppo o singolo cittadino) aderisce al progetto “Ferma il Femminicidio” e si impegna a promuoverlo con i mezzi e gli strumenti disponibili.

ACTION KIT

Per scaricare l’action kit clicca qui
  • poster 6×3 – manifesti (140×200, 100×140, 50×70), striscione 400×100
  • volantino A5, locandine (A4, A3), poster 50×70
  • t-shirt – shopping bag – spilla – adesivo
  • facebook badge & banner – banner web orizzontali & verticali
Fonte:Le Voltapagina

lunedì 12 novembre 2012

Petizione "Mai più violenza sulle donne"


L'associazione nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re – Donne in Rete lancia la petizione contro la violenza a cui abbiamo deciso come A.R.PA. di rispondere.


"L’appello e’ nato dopo il dramma che ha colpito Carmela, assassinata per aver voluto difendere la sorella da una aggressione.
Oggi apprendiamo dalla stampa che un’altra donna, Antonetta Paparo, 36 anni e’ morta per accoltellamento da parte del marito, reo confesso.
Naturalmente e’ morta per motivo passionale, secondo la stampa .

Abbiamo ripetuto fino allo sfinimento che la passione non uccide, ma ancora la leggiamo fra le cause/attenuanti degli omicidi.
Ricordiamo che ancora oggi  non è stata  ratificata la convenzione firmata ad Instanbul.
Non si puo’ più aspettare.
Ogni giorno che passa senza prendere provvedimenti è un giorno perso per attuare tutta una serie di interventi per fermare questa escalation di violenza."

By DonneViola  

Vi chiediamo di leggere l’appello e se ne condividete il contenuto potete firmare qui:

Petizione Mai più violenza sulle donne

A governo e parlamento

L’associazione nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, denuncia la 105^ vittima di femicidio in Italia dall’inizio del 2012 e lancia un appello:
Carmela, morta a diciassette anni per difendere la sorella dalla violenza dell’ex fidanzato, sia l’ultima vittima. La violenza sulle donne non è una emergenza ma è un fenomeno strutturale di una societa’ che pone uomini e donne in una relazione di disparità. Lo denunciamo da anni e non è più tollerabile che in un Paese che si definisce civile, le violenze sulle donne e i femicidi avvengano nell’indifferenza della società e della politica.
Ci appelliamo al Governo italiano, al Parlamento e alla società civile, affinché in tempi brevissimi sia ratificata nel nostro ordinamento, la Convenzione del Consiglio d’Europa firmata ad Istanbul, che vincola i Paesi aderenti ad azioni ed iniziative importanti di contrasto alla violenza sulle donne, sia finalmente attuato il Piano Nazionale Antiviolenza e si sostengano con finanziamenti adeguati, tutti i centri antiviolenza aderenti alla Rete Nazionale.
Le violenze sulle donne e i femicidi non sono un destino inscritto nelle vite delle donne, ma sono cronache di morti annunciate nel vuoto politico e nel silenzio di un Paese che sembra non avere più coscienza. 

I primi firmatari dell’appello: Riccardo Iacona e Serena Dandini"

domenica 11 novembre 2012

SIRIA BLOGGING DAY! La rivolta siriana all'Occidente non piace!


Ho deciso, per aderire al Siria blogging day, di pubblicare l'articolo uscito su "Il Fatto quotidiano" perchè dice esattamente tutto quello che non sarei riuscita ad esprimere meglio e soprattutto riporta le parole di Aya Homsi, attivista italiana di origine siriana che subisce continue minacce per raccontare la crudeltà del regime di Assad.
Ecco! Semplicemente lascio a questo articolo raccontare tutta la mia angoscia nei confronti di un occidente che si benda gli occhi di fronte al massacro di un popolo che vuole rivendicare la sua libertà, un'Europa a cui è appena stato consegnato il Nobel per la Pace che, mi permetto di dire, non meritiamo per questo e per tanti altri motivi!

L’11 novembre è il Siria blogging day. Una giornata organizzata da Donne Viola, Articolo 21, Sabrina Ancarola e l’illustratrice Stefania Spanò (sua è l'immagine in testa a questo post) in occasione della quale si invita il mondo della rete a parlare della Siria condividendo nei social network articoli, foto e riflessioni, usando su twitter l’hashtag #SiriaICare. In Siria, infatti, è in corso una guerra civile cominciata nel marzo del 2011, sulla scia della Primavera araba. Da mesi si susseguono violenti scontri tra polizia e manifestanti che vorrebbero spingere il presidente Bashar al-Assad ad attuare le riforme necessarie per fare diventare la Siria un Paese democratico. Finora, secondo le stime dell’Onu, sono state uccise più di 35mila persone e ci sono 1 milione e mezzo di sfollati. Altri sono rifugiati nei Paesi vicini.
Il Siria blogging day non è l’unica iniziativa in programma nei prossimi giorni e dedicata alla situazione di questo Paese martoriato. Il 16 novembre, infatti, una delegazione degli oltre mille bambini delle scuole di Bologna e di Genova che hanno preso parte al progetto “I bambini dell’Italia e della Siria”  - durante il quale sono stati sensibilizzati sulla situazione siriana e hanno scritto lettere ai loro coetanei – sarà ricevuta alla Farnesina dal ministro degli Esteri Giulio Terzi. Il 17 novembre, invece, a Bologna ci sarà una grande manifestazione, sempre con protagonisti i bambini, in contemporanea con altre città nel mondo (in Egitto, Usa, Creta, Canada, etc). Un modo per ricordare le bambine e i bambini uccisi nelle stragi, gli orfani che vivono esposti al rischio di stupro e di morte perché impiegati come scudi umani e quelli ridotti in estrema povertà a causa delle guerra. La partenza della marcia è alle 14.30 da piazza Maggiore.
Entrambe queste iniziative verranno realizzate grazie all’impegno di Aya Homsi, attivista italiana di origine siriana. Il gruppo Facebook “Vogliamo la Siria libera” che ha creato più di un anno fa – con oltre 5mila iscritti – è diventato il punto di riferimento per giornalisti, politici e internauti. A causa del suo impegno Homsi continua a ricevere minacce di morte e insulti dai sostenitori del dittatore Assad. “Dicono che devo starmene a casa, che la politica non è per le donne. Ma io non ho paura: questa è stata una mia scelta e voglio andare fino in fondo” racconta. La sua è un’attività intensa. Homsi, infatti, sta anche 16 ore di fila davanti al computer traducendo, organizzando manifestazioni e mettendosi in contatto tramite Skype con i giovani rimasti in Siria. Poi si collega con i gruppi di siriani nel mondo per fare girare video, testimonianze e documenti “per raccontare la crudeltà del regime di Assad”. E aiuta i giornalisti che vogliono entrare illegalmente nel Paese. “Quel che mi lascia perplessa – spiega Homsi – non è tanto che in Italia non si parli di Siria, o lo si faccia con il contagocce. Il vero problema è che le istituzioni non condannano apertamente quello che sta facendo il dittatore Assad. Mettono sullo stesso piano lui e i ribelli. Ma questo è sbagliato. Sicuramente ci saranno delle infiltrazioni tra i ribelli ma quello che stanno facendo è importante. Trovo incredibile che ci siano onorevoli come Souad Sbai e parlamentari che cambiano idea ogni tre giorni oppure un assessore, come quello al Comune di Varese (Stefano Clerici, Pdl), che è stato capace di scrivere su Facebook un messaggio di sostegno ad Assad”.
“Ci sono molti giornalisti volenterosi e coraggiosi che vanno e vengono dalla Siria – continua Homsi – il problema è che in Italia quasi nessuno vuole pubblicare i loro articoli. Perché, la risposta più frequente, è che ‘la Siria non tira’. La verità è che all’Occidente la rivolta siriana non piace. Assad ha sempre fatto comodo per mantenere l’equilibrio tra gli interessi orientali e occidentali. L’Occidente baciava le mani ai dittatori come lui. L’Italia avrebbe dovuto chiudere i contatti con questo Paese. Invece, pur essendo l’ambasciata siriana in Italia chiusa, l’ambasciatore è ancora qui anche se è considerato ‘persona non grata’”. Nonostante la grave assenza della politica, molti italiani si stanno interessando individualmente alla questione siriana. “Sono numerose le persone che partecipano alle nostre iniziative, scrivono, si informano – dice Homsi. – Ci sono Comuni, come ad esempio San Lazzaro di Savena, che è impegnato in prima linea per aiutare la popolazione siriana. E poi ci sono anche alcuni politici che ci danno una mano. Sono pochi, però si impegnano in prima persona. Sono esponenti del Pd, dei Radicali, dell’Idv. E dico questo premettendo che la nostra attività di sostegno al popolo siriano non ha nessuna bandiera politica. Noi accettiamo aiuti da parte di tutti”.