mercoledì 5 giugno 2013

LO STUPRO MEDIATICO. IENE E SCIACALLI!


A.R.PA., come associazione impegnata nella LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, aderisce all’iniziativa de LA RETE DELLE RETI FEMMINILI
https://www.facebook.com/notes/la-rete-delle-reti-femminili/servizi-delle-iene-sesso-o-stupro-informazione-o-violenza-direttore-rispondi/471518329598341

Al Direttore di rete Luca Tiraboschi • luca.tiraboschi@mediaset.it
E, per conoscenza:
Uff. Stampa programmazione di Italia Uno • gent.ma Tiziana Mazzola ufficiostampa@mediaset.it
Redazione di Le Iene • redazioneiene@mediaset.it
SLC – Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione • segreteria.nazionale@slc.cgil.it
al segretario Francesco Aufieri

Egregio Direttore,
ultimamente un notissimo programma di intrattenimento e informazione di Italia1, Le Iene, reso molto popolare da servizi di denuncia che portano alla luce episodi di ingiustizie, truffe e corruzione, si è reso (inaspettatamente) portatore di contenuti fuorvianti e pericolosi riguardo alla percezione del tragico fenomeno della violenza di genere.
Al punto di raccogliere l’idea, sostenuta da alcuni, che le denunce presentate dalle donne contro violenze sessuali e domestiche, o atti di pedofilia, sia in gran parte “falsa”, addirittura indotta da un presunto malcostume femminile di denunciare “falsi abusi” al puro scopo di fare dispetti a persone di sesso maschile o di ricattare i rispettivi compagni.
Un’idea rivoltante, che nessun riscontro ha nella realtà, e che comporta il gravissimo pericolo di alzare ulteriormente il tasso di misoginia in un paese che vanta già un tristissimo primato nel continuo susseguirsi di femminicidi.
Un’idea che fa capolino anche in un servizio dall’eloquente titolo “Stupro.. o sesso?”
[http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/392733/casciari-sesso-o-stupro-.html]
presentato nella puntata del 2 giugno, in cui si mette in dubbio una sentenza di colpevolezza per stupro aggravato, senza alcun elemento serio. Dunque sulla base di cosa? Del parere dei due condannati.
Un servizio che ci ha profondamente indignato. I due uomini, condannati a 5 anni per stupro di gruppo e lesioni personali aggravate, hanno potuto dichiarare, davanti a milioni di persone, che la sentenza è persecutoria in quanto basata praticamente sul nulla: loro sono innocenti, in quanto adescati da una donna che ha richiesto di far sesso con loro. Cioè il quadro è esattamente lo stesso fornito eternamente dagli accusati, in tutti i processi per stupro che si rispettino: le vere vittime sono loro, mentre il colpevole è chi denuncia lo stupro. Una donna colpevole di calunnia e di avere ingiustamente devastato la loro vita di bravi ragazzi e lavoratori.
In nessun conto sono tenute le lesioni riscontrate dalla vittima al pronto soccorso:abrasioni agli arti, ecchimosi diffuse in tutto il corpo e sul volto. Secondo l’autorevole parere degli intervistati la ragazza se li è procurati nella passione di un atto consenziente: girandosi più volte nell’erba, e poi stava carponi sul terreno, è normale che avesse dei graffietti sulle ginocchia.
E perché la ragazza avrebbe deciso di affrontare un processo per stupro?
perché il giorno dopo si sarà pentita: di cosa? della sua intraprendenza sessuale, e avrà voluto dimostrare che non era colpa sua, andando così a denunciare i due sconosciuti al solo scopo di danneggiarli.
E cosa avrebbe giustificato un servizio che, oltre a colpevolizzare una vittima, infanga il lungo e paziente lavoro degli inquirenti? inesistenti risvolti oscuri.
In conclusione, il conduttore commenta la vicenda adombrando che questa sentenza non convince, e conclude dicendo: non esprimiamo giudizi, ma aspettiamo l’esito del processo di appello.
Si, anche noi. Con fiducia verso la magistratura, che non pensiamo metta in atto strategie persecutorie verso il genere maschile.
Ultimo, e non meno importante: i processi si devono fare solo nelle aule di giustizia, dove sono valutati gli elementi reali per farli. Non in tv, per giunta dando la parola ai soli accusati.
Ferme tutte le garanzie costituzionali a difesa degli imputati e delle vittime, la giustizia “fai da te” suggerita in questo servizio delle Iene è inaccettabile nella tesi adombrata, e anche nel metodo, gravemente scorretto.
Pensiamo che il programma e i responsabili di rete si debbano scusare, e sconfessare senza reticenze simili contenuti e la filosofia che vi è sottesa.
Noi, invitando a una maggiore vigilanza nella qualità dei messaggi, e negli esiti che possono avere,chiediamo le scuse formali del programma e dei responsabili di rete.
3 Giugno 2013

Consigliamo anche la lettura di questo interessante punto di vista maschile: http://questouomono.tumblr.com/post/52171276587/questo-uomo-no-35-the-hyenas

martedì 21 maggio 2013

#TISALUTO



In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa.
Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.

Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.

In Italia l’insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all’umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.

Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto.

A gennaio di quest’anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto.
Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa.

L’abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo.
L’abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai violenti, isolandoli.

Pensate se di fronte a una battuta sessista tutte le donne e gli uomini di buona volontà si alzassero abbandonando programmi, trasmissioni tv o semplici conversazioni.

Pensate se donne e uomini di buona volontà non partecipassero a convegni, iniziative e trasmissioni che prevedono solo relatori uomini, o quasi (le occasioni sono quotidiane).

Pensate se in Rete abbandonassero il dialogo, usando due semplici parole: #tisaluto.
Sarebbe un modo pubblico per dire: noi non ci stiamo. O rispettate le donne o noi, a queste regole del gioco, non ci stiamo.

Se è dai piccoli gesti che si comincia a costruire una società civile, proviamo a farne uno molto semplice.
Andiamocene. E diciamo #tisaluto.

Questo post è pubblicato in contemporanea anche da altre blogger: Vita da stregheMarina TerragniLoredana Lipperini, Lorella Zanardo, Giovanna Cosenza, Sabrina Ancarola.
Se ti va, copia ed incollalo anche tu!

lunedì 18 marzo 2013

Per l'effettiva Parità in Democrazia ANNO 2013: UNA DONNA AL QUIRINALE

A:
Onorevole Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputali
Senatore Pietro Grasso, Presidente del Senato
All'attenzione della Presidente della Camera e del Presidente del Senato, con preghiera di inoltro a tutte e a tutti i parlamentari eletti.

Gentilissimi Onorevole Boldrini e Senatore Grasso,
ci rivolgiamo a Voi e a tutti i membri del Parlamento, rinnovato dalle ultime elezioni.
Con specifico riferimento ai paragrafi relativi alla “Rappresentanza Politica” e alle “Alte cariche dello Stato” del documento “Il Manifesto degli Obiettivi Immediati” del gruppo Fb “L’Agenda delle Donne per l’Italia Nazione Europea”, CHIEDIAMO QUI con profonda convinzione l’elezione di UNA DONNA ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, per le motivazioni che seguono.
«Per un mutamento degli schemi discriminatori che permangono ancora irrisolti nella nostra disturbata cultura, occorre agire e sui cancelli di sbarramento pratici e altresì su tutti i MODELLI SIMBOLICI.
Ciò vale per il linguaggio - che sopprime nei plurali il femminile, eliminando la reale esistenza delle donne in omaggio a una distorta visione maschile del mondo; vale per la cellula familiare, dove tale obiettivo va perseguito in primo luogo attraverso la modifica del cognome della prole; vale per la cellula sociale più ampia, la COMUNITÀ, che è sostanza del nostro Paese.
Di conseguenza, riteniamo non più rinviabile che Capo dello Stato italiano sia una Donna. Solamente il presupposto discriminativo nei confronti del genere femminile, infatti, può spiegare come mai sino ad oggi, in tanti anni di dichiarata Democrazia, non vi sia stata nemmeno UNA sola donna Presidente della nostra Repubblica».
Lo ribadiamo ancora oggi che apprendiamo con gioia dell’elezione dell’on. Laura Boldrini, donna di alto profilo istituzionale, a cui vanno le nostre commosse congratulazioni unitamente alla nostra fiducia e speranza, senza che questo possa minimamente intaccare la fiducia che altresì riponiamo nel nuovo Presidente del Senato.
La scelta di una donna quale Presidente della Camera è stato un passo importante ma non basta. Occorre adesso eleggere una donna alla carica di Presidente della Repubblica, di questa nostra Repubblica che attraverso la LAICITÀ fonda e protegge tutti gli altri valori della Carta, che non possono essere soggetti a dogmatismi di nessuna natura, che siano di natura politica o religiosa o economica.
“Un Paese che emargina le donne NON È un paese democratico”, abbiamo scritto nel nostro documento. Un Paese che non dovesse tutelare con la necessaria chiarezza la laicità delle sue istituzioni si avvierebbe verso un pericoloso declino.
Chiediamo al Parlamento tutto di mostrare per l’intera cittadinanza italiana la stessa sensibilità che l’ha portato a una scelta ottimale per la Presidenza della Camera dei deputati. Non sarà solo un gesto utile e necessario nei confronti della popolazione femminile; avrà importanza anche per la componente maschile, che potrà apprendere in maniera diretta, senza passare da inutili parole, che può sentirsi rappresentata, in totale fiducia, da una DONNA.

Domenica 17 Marzo 2013

Ringraziano e firmano per il Gruppo Fb “L’Agenda delle Donne per l’Italia”:
Iole Natoli, Ilaria Tarabella, Maria Esposito

Rif. documento citato: Il Manifesto degli Obiettivi Immediati
Cordiali saluti

martedì 5 febbraio 2013

L'AGENDA DELLE DONNE PER L'ITALIA NAZIONE EUROPEA



Finalmente ci siamo! Dopo giorni di duro lavoro siamo riuscite a realizzare il manifesto degli obiettivi immediati, un primo pacchetto di proposte, del quale chiedere accoglimento e attuazione nel corso della XVII Legislatura in arrivo.
 

Nato da una idea di Iole Natoli il 1° Gennaio 2013! 
Iole grande donna, blogger, giornalista pubblicista ed illustratrice, che ha pensato di fondare il gruppo su FB L'AGENDA DELLE DONNE PER L'ITALIA NAZIONE EUROPEA da cui si è man mano sviluppato il progetto omonimo grazie anche alle molte donne che hanno dato il loro contributo.
 Io, Adriana Perrotta e Teresa Pezzi oltre a dare il nostro contributo individuando alcuni degli obiettivi del manifesto,  abbiamo coadiuvato nei lavori Iole .

A questo punto sta a tutte e tutti noi aderire, accogliere questi obiettivi diffondendo il più possibile allargando le maglie di questa già vasta rete e portare all'attenzione di più candidate e candidati possibili che si facciano carico di queste proposte nate da donne per le donne!
Questo è il blog creato ad hoc per la visione e diffusione del manifesto degli obiettivi immediati dell'Agenda delle donne per l'Italia Nazione Europea

http://agendadonneitalia.blogspot.it/2013/02/in-occasione-delle-elezioni-politiche_178.html

Per info adesioni e sottoscrizioni scrivere a: manifesto.agenda@gmail.com 
 
 Ilaria Tarabella


giovedì 6 dicembre 2012

FERMA IL FEMMINICIDIO. NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE


A.R.PA. aderisce al progetto de Le Voltapagina!

Negli ultimi anni, in diversi contesti internazionali, lo Stato italiano è stato oggetto di pressioni da parte delle Nazioni Unite per il suo scarso ed inefficace impegno nel contrastare la violenza maschile nei confronti delle donne.
Ad oggi l’Italia è ancora del tutto inottemperante rispetto agli standard e agli impegni internazionali, FERMA IL FEMMINICIDO nasce per aumentare la consapevolezza della cittadinanza, sensibilizzare i giovani sulla violenza di genere allo scopo di contrastare il fenomeno del femminicidio che vede ogni due giorni una donna uccisa per mano del proprio compagno, marito, fidanzato…

PROGETTO

Il progetto prevede, oltre ad azioni di sensibilizzazione attraverso una campagna di comunicazione sociale con la produzione e distribuzione di materiale informativo e una campagna di web-marketing per la diffusione in rete, azioni che riguarderanno soprattutto progetti di educazione sentimentale, ovvero educazione al rispetto e alla valorizzazione delle differenze e diversità sessuali, a partire dalla scuola dell’infanzia.

AZIONI

- azioni di sensibilizzazione attraverso una campagna di comunicazione sociale

- produzione e distribuzione di materiale informativo
– campagna di web-marketing per la diffusione in rete

- progetti, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, di educazione sentimentale, ovvero educazione al rispetto e alla valorizzazione delle differenze e diversità sessuali

- incontri presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado per stimolare, con la collaborazione del corpo docente, la realizzazione di attività didattiche sul tema

ADESIONE


Aderire, adottando il progetto “Ferma il femminicidio”, è un’azione di cittadinanza attiva che anche tu puoi fare. Bisogna stimolare tutte le Istituzioni territoriali all’assunzione di una responsabilità diretta rispetto alla violenza di genere: puoi fare molto, in modo semplice. Ad esempio puoi stampare uno dei tanti supporti cartacei e diffonderlo nel tuo territorio. O più semplicemente puoi promuovere il progetto attraverso i social media, usando il badge o il banner-diario di Facebook, invitando tutti  i tuoi amici a fare lo stesso. Puoi pubblicare sul tuo blog/sito il banner “Ferma il femminicidio” e favorire la diffusione di una cultura diversa. Oppure partecipare, realizzando e comunicandoci idee diverse e proposte alternative. Diventa protagonista, agisci per il cambiamento.
Il femminicidio riguarda la società civile tutta, riguarda anche te! Non possiamo accettare che ogni due giorni una donna sia assassinata. Restare indifferenti rispetto a tutto questo non è possibile, agire è indispensabile. Oggi.
Per aderire basta inviare una mail a questo indirizzo, aggiungendo il nome al testo precompilato:

nome (di associazione, istituzione, azienda, gruppo o singolo cittadino) aderisce al progetto “Ferma il Femminicidio” e si impegna a promuoverlo con i mezzi e gli strumenti disponibili.

ACTION KIT

Per scaricare l’action kit clicca qui
  • poster 6×3 – manifesti (140×200, 100×140, 50×70), striscione 400×100
  • volantino A5, locandine (A4, A3), poster 50×70
  • t-shirt – shopping bag – spilla – adesivo
  • facebook badge & banner – banner web orizzontali & verticali
Fonte:Le Voltapagina