A.R.PA. è un ‘associazione di Promozione Sociale che nasce nel gennaio 2001 dall’incontro di un gruppo di donne impegnate nel contrasto alla violenza di genere, interessate all’approfondimento delle tematiche di genere e delle politiche delle pari opportunità.
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ARPA

mercoledì 25 gennaio 2012
Per Stefania Noce e tutte le altre donne!
Il Comitato SNOQ di Massa, insieme a tante altre città, risponde all'appello delle amiche di Catania e aderisce all'iniziativa per Stefania e tutte le altre 11 donne uccise dall'inizio del 2012 (http://bollettino-di-guerra.noblogs.org/).
"Non possiamo accettare che queste violenze siano dimenticate e relegate tra gli effetti della 'follia umana' [...] Chiediamo la partecipazione di tutti i gruppi e le organizzazioni attive nel nostro territorio affinché le morti di Stefania e di tutte le altre donne non vengano relegate tre le colonne di cronaca nera di quotidiani incapaci anche loro di riconoscere che la violenza sulle donne e il sessismo sono una questione sociale e politica e come tale deve essere affrontata e discussa."
A Massa ci troveremo davanti al Teatro Guglielmi, accenderemo tante candele alle ore 18.00 del 26 gennaio e leggeremo tutti e 12 i nomi delle donne uccise fino ad oggi.
Questo il link all'evento su FB:
https://www.facebook.com/events/365051263508994/
domenica 15 gennaio 2012
Che amarezza!
Bollettino di guerra: 11 donne uccise dall'inizio del "nuovo anno"!
Ma questo ginocidio non sembra essere sufficiente a far sì che si prendano seri provvedimenti nei confronti della violenza alle donne.
Ecco l'ennesimo affronto agghiacciante nei nostri confronti: lo stupro attenuato!
Tenete le gambe chiuse. Non sorridete, non ammiccate. Mani a posto. Bocca serrata. Non cambiate idea. Non vi fate sorprendere. Siate passive.
E che non vi venga in mente di farvi fare qualche foto, magari osé, come si suol dire…
La modella? Per carità, son vent’anni e senza passare per Palazzo Grazioli che abbiamo capito che è sinonimo di puttana.
Entrare nello studio di un fotografo e spogliarsi, quando non è per il patinassimo e milionario calendario Pirelli, muoversi in modo provocante e disinibito davanti all’obiettivo…sono atti che equivalgono a un invito, ovviamente rivolto all’unica persona presente, vale a dire il professionista che vien pagato per realizzare il servizio: mettimi le mani addosso, costringimi ad un rapporto sessuale…se all’inizio non ho capito e faccio un po’ di resistenza, tranquillo, sono qui per fare delle foto nuda quindi è implicito il mio consenso, ero “edotta della situazione a rischio”…
Lo vogliamo capire o no?
Fonte: http://medea.noblogs.org/2012/01/10/lo-stupro-attenuato/
Ma questo ginocidio non sembra essere sufficiente a far sì che si prendano seri provvedimenti nei confronti della violenza alle donne.
Ecco l'ennesimo affronto agghiacciante nei nostri confronti: lo stupro attenuato!
Tenete le gambe chiuse. Non sorridete, non ammiccate. Mani a posto. Bocca serrata. Non cambiate idea. Non vi fate sorprendere. Siate passive.
E che non vi venga in mente di farvi fare qualche foto, magari osé, come si suol dire…
La modella? Per carità, son vent’anni e senza passare per Palazzo Grazioli che abbiamo capito che è sinonimo di puttana.
Entrare nello studio di un fotografo e spogliarsi, quando non è per il patinassimo e milionario calendario Pirelli, muoversi in modo provocante e disinibito davanti all’obiettivo…sono atti che equivalgono a un invito, ovviamente rivolto all’unica persona presente, vale a dire il professionista che vien pagato per realizzare il servizio: mettimi le mani addosso, costringimi ad un rapporto sessuale…se all’inizio non ho capito e faccio un po’ di resistenza, tranquillo, sono qui per fare delle foto nuda quindi è implicito il mio consenso, ero “edotta della situazione a rischio”…
Sentenza 37752/11 della Corte di Cassazione.
Stuprare una modella che ha posato nuda è fatto di minor gravità, perché la condotta disinibita induce a credere nella disponibilità al rapporto sessuale.
Lo vogliamo capire o no?
Nude o vestite, modelle o insegnanti, dobbiamo urlare, tirar calci, gridare, mordere, pestare, divincolarci, graffiare e correr via strillando.
Dobbiamo farci picchiare, immobilizzare, strappar via i vestiti, bloccare le braccia, buttare per terra, minacciare.
In caso contrario, lo stupro è attenuato.
Un sì non deve diventare no. In caso contrario, lo stupro è attenuato.Dobbiamo farci picchiare, immobilizzare, strappar via i vestiti, bloccare le braccia, buttare per terra, minacciare.
In caso contrario, lo stupro è attenuato.
Ma un no rimane no. Nonostante la sentenza n. 37752/11 della Corte di Cassazione.
giovedì 5 gennaio 2012
Un nuovo anno, un vecchio mondo! Pensierino della befana!
Ed il 2012 è arrivato e anche se sono passati solo 5 giorni dal suo inizio, non possiamo certo tirare un sospiro di sollievo!
E' chiaro che nessun* pensava ad un magico nuovo inizio, ad uno stravolgimento in positivo, ma neanche si pensava che niente cambiasse o che andasse addirittura peggio.
Abbiamo in media un suicidio al giorno a causa della crisi e della disoccupazione, abbiamo già registrato il secondo femminicidio e forse molt* non lo sanno neanche, perchè trattandosi di due prostitute l'impatto mediatico è stato praticamente pari a zero!
Abbiamo la situazione peggiore in assoluto in termini non solo economici (non ultimo il licenziamento via fax alle lavoratrici OMSA), ma anche sociali e culturali (vedasi notizie inquietanti come quella del cimitero per feti e per fortuna che esiste Femminismo a Sud!).
Insomma un insieme veramente poco rassicurante e se è vero che siamo nell'anno nuovo è altrettanto vero che il mondo non se ne deve essere accorto!
I.T.
E' chiaro che nessun* pensava ad un magico nuovo inizio, ad uno stravolgimento in positivo, ma neanche si pensava che niente cambiasse o che andasse addirittura peggio.
Abbiamo in media un suicidio al giorno a causa della crisi e della disoccupazione, abbiamo già registrato il secondo femminicidio e forse molt* non lo sanno neanche, perchè trattandosi di due prostitute l'impatto mediatico è stato praticamente pari a zero!
Abbiamo la situazione peggiore in assoluto in termini non solo economici (non ultimo il licenziamento via fax alle lavoratrici OMSA), ma anche sociali e culturali (vedasi notizie inquietanti come quella del cimitero per feti e per fortuna che esiste Femminismo a Sud!).
Insomma un insieme veramente poco rassicurante e se è vero che siamo nell'anno nuovo è altrettanto vero che il mondo non se ne deve essere accorto!
I.T.
mercoledì 28 dicembre 2011
A Stefania...
Quante volte ci siamo chieste perchè un uomo uccide o violenta una donna, quante volte abbiamo cercato di fare qualcosa affinchè non si ripetesse mai più...quante volte...
ebbene, non abbastanza!!!
Stefania Noce era una giovane donna, attiva e femminista e per noi donne del web, se possibile, oggi ci sembra ancor più doloroso, oggi ci manca una compagna all'appello.
Stefania è la 136° vittima del Bollettino di Guerra di questo triste e lunghissimo anno ormai agli sgoccioli (per fortuna, o forse no!!! Chi lo sa?!?!?!).
Per chi non lo avesse già fatto consiglio la lettura dell'articolo che Stefania ha scritto Ha ancora senso essere femministe?.
"Dobbiamo, quindi, trovare il modo di pensare a un'uguaglianza carica delle differenze dei corpi, delle culture, ma che uguaglianza sia, tenendo presente l'orizzonte dei diritti universali e valorizzandone l'altra faccia. Ricordando, ad esempio, che la famiglia non ha alcuna forza endogena e che è retta dal desiderio femminile, dal grande sforzo delle donne di organizzarla e mantenerla in vita attraverso una rete di relazioni parentali, mercenarie, amicali ancora quasi del tutto femminili; ricordando che l'autodeterminazione della sessualità e della maternità sono OVUNQUE le UNICHE vie idonee alla tutela delle relazioni familiari di fatto o di diritto che siano; ricordando che le donne sono ovviamente persone di sesso femminile prima ancora di essere mogli, madri, sorelle e quindi, che nessuna donna può essere proprietà oppure ostaggio di un uomo, di uno Stato, nè, tantomento, di una religione."
Queste le ultime frasi del suo articolo, dalle sue parole trasuda la voglia di cambiamento per una società migliore per le donne, la voglia di agire e di autodeterminarsi per non sottostare a niente e nessuno. Ora Stefania non c'è più e a noi rimane il dovere di continuare a lavorare su noi stesse e sulla cultura di questo paese affinchè ci possa essere giustizia, affinchè non accada più, affinchè certi atti non abbiano più agibilità e affinchè le testate gionalistiche non liquidino certi crimini come delitti passionali..ora più che mai sta a noi!
sabato 10 dicembre 2011
Partendo da me...le buone prassi.
Perchè partendo da me? Perchè donna, perchè compagna, perchè da 11 anni mi occupo di pari opportunità, perchè vivo e lavoro confrontandomi quotidianamente su questi temi e perchè sto per diventare mamma di un futuro uomo!
Spesso con il mio compagno ci siamo soffermati sul tema della parità dei generi e devo ammettere che non posso proprio lamentarmi del mio spaccato di vita privato ed anzi penso di essere una di quelle donne che vivono le discriminazioni solo fuori dall'ambito domestico ed è proprio per questo che ho deciso di partire da qui!
Infatti sono sempre più convinta che se non lavoriamo assiduamente e con impegno sulle nostre sfere private, se come madri di uomini non ci impegnamo ad insegnare loro il rispetto tra generi e la valorizzazione delle differenze, potremo andare poco lontano. Mi spiego meglio.
Non possiamo prescindere dalla parità in famiglia se vogliamo che ci sia la parità salariale, la parità sul lavoro, in polica, ecc..
Il mio, lo riconosco, è un caso piuttosto anomalo, ma proprio per questo credo sia degno di nota.
La mia famiglia di origine, è una famiglia decisamente matriarcale, dove le donne non si sono mai fatte "sottomettere" dagli uomini, dove la mia bisnonna, di professione maestra, anche a causa della prematura morte del marito, ha portato avanti da sola una casa e due figli, dove mia nonna materna è stata una delle primissime laureate in Farmacia all'Università di Pisa e (atipico per l'epoca!!!) si è sposata a 31 anni, a 34 la prima figlia, a 37 il secondo figlio. Mia madre ed io siamo cresciute insieme e da sole, l'unica figura maschile di riferimento per me è mio nonno, un grande uomo, assolutamente all'avanguardia.
E' chiaro, quindi che la mia forma mentis è basata sul concetto che, come donne, non solo non dobbiamo permettere che si protraggano certi stereotipi e che vi siano ancor oggi discriminazioni di genere, ma anche che se si instaurano dei rapporti sani con gli uomini possiamo andare molto più lontane di quello che potremmo fare da sole!
E' proprio al fianco di certi uomini che poi possiamo abbattere biechi stereotipi e contrastare tutti coloro che invece pensano di essere superiori o che si sentono in diritto di discriminarci in qualche modo !
Il mio vuol dunque essere un appello, un appello a tutte noi che viviamo CON gli uomini e che possiamo dunque CONfrontarci, CONdividere, CONtrattaccare questo ormai obsoleto sistema sociale, culturale, politico ed economico che ancor oggi si basa unicamente su quelle logiche maschili che non prendono in considerazione l'altra metà del mondo e proprio per questo logiche che, come oggi possiamo ben vedere, non hanno portato a niente di buono, ma che anzi hanno portato ad un grosso fallimento che però potrebbe rivelarsi una grande svolta.
Questo il mio contributo alla bellissima iniziativa del gruppo #donnexdonne
I.T.
Spesso con il mio compagno ci siamo soffermati sul tema della parità dei generi e devo ammettere che non posso proprio lamentarmi del mio spaccato di vita privato ed anzi penso di essere una di quelle donne che vivono le discriminazioni solo fuori dall'ambito domestico ed è proprio per questo che ho deciso di partire da qui!
Infatti sono sempre più convinta che se non lavoriamo assiduamente e con impegno sulle nostre sfere private, se come madri di uomini non ci impegnamo ad insegnare loro il rispetto tra generi e la valorizzazione delle differenze, potremo andare poco lontano. Mi spiego meglio.
Non possiamo prescindere dalla parità in famiglia se vogliamo che ci sia la parità salariale, la parità sul lavoro, in polica, ecc..
Il mio, lo riconosco, è un caso piuttosto anomalo, ma proprio per questo credo sia degno di nota.
La mia famiglia di origine, è una famiglia decisamente matriarcale, dove le donne non si sono mai fatte "sottomettere" dagli uomini, dove la mia bisnonna, di professione maestra, anche a causa della prematura morte del marito, ha portato avanti da sola una casa e due figli, dove mia nonna materna è stata una delle primissime laureate in Farmacia all'Università di Pisa e (atipico per l'epoca!!!) si è sposata a 31 anni, a 34 la prima figlia, a 37 il secondo figlio. Mia madre ed io siamo cresciute insieme e da sole, l'unica figura maschile di riferimento per me è mio nonno, un grande uomo, assolutamente all'avanguardia.
E' chiaro, quindi che la mia forma mentis è basata sul concetto che, come donne, non solo non dobbiamo permettere che si protraggano certi stereotipi e che vi siano ancor oggi discriminazioni di genere, ma anche che se si instaurano dei rapporti sani con gli uomini possiamo andare molto più lontane di quello che potremmo fare da sole!
E' proprio al fianco di certi uomini che poi possiamo abbattere biechi stereotipi e contrastare tutti coloro che invece pensano di essere superiori o che si sentono in diritto di discriminarci in qualche modo !
Il mio vuol dunque essere un appello, un appello a tutte noi che viviamo CON gli uomini e che possiamo dunque CONfrontarci, CONdividere, CONtrattaccare questo ormai obsoleto sistema sociale, culturale, politico ed economico che ancor oggi si basa unicamente su quelle logiche maschili che non prendono in considerazione l'altra metà del mondo e proprio per questo logiche che, come oggi possiamo ben vedere, non hanno portato a niente di buono, ma che anzi hanno portato ad un grosso fallimento che però potrebbe rivelarsi una grande svolta.
Facciamo del nostro privato una buona prassi!
Siamo alla fine di un ciclo di vita ed è il momento di ricominciare con nuova forza, nuovo slancio, come ad ogni Medioevo segue un Rinascimento, a partire proprio da noi donne e se non le donne CHI? E senza un'evoluzione dei rapporti donne e uomini, COME?Questo il mio contributo alla bellissima iniziativa del gruppo #donnexdonne
I.T.
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