lunedì 11 marzo 2019

Quando il lavoro è donna!

Venerdì 15 a Palazzo Ducale, Sala della Resistenza, Massa, si parlerà di lavoro, cultura, comunicazione e linguaggio di genere. 

Perchè ciò che non si nomina non esiste!
Perchè a Massa Carrara il differenziale retributivo tra uomo e donna è del 32% !
Perchè ancor oggi si fa fatica a declinare al femminile professioni che fino ad una manciata di anni fa erano ad appannaggio esclusivo maschile!
Perchè le resistenze culturali su questi temi sono ancora troppe!
Perchè la rivoluzione sarà femminista o non sarà!




giovedì 28 febbraio 2019

LOTTO SEMPRE! #StatoDiAgitazionePermanente





L’8 marzo noi scioperiamo! Interrompiamo ogni attività lavorativa e di cura, formale o informale, gratuita o retribuita.
Nella piazza del Teatro Guglielmi di Massa alle ore 17.00 . Unit* per spezzare schemi e ruoli di genere imposti dal patriarcato, con tavoli tematici e una passeggiata femminista che coinvolga tutta la città.
>>>Partecipa<<<
Verso Lotto Marzo sabato 2 marzo dalle 15.30 ci troviamo sotto al comune per creare cartelli e striscioni per la passeggiata femminista di Venerdì
Condividi la tua esperienza di Lotta sui social con gli hashtag #Lottomarzo #ReteAntisessistaMS #ScioperoFemminista

Il 7 Marzo alle ore 21:00 saremo invece presenti all'iniziativa all'Arci AGoGo ad Aulla dedicata al tema DONNE E LIBERTA' con la presentazione del libro di Marco Rovelli "Il tempo delle Ciliegie" .






Il 6 Marzo alle ore 17:00 siamo invitate all'iniziativa della CNA  Massa Carrara "Il salone delle Start-UP Rosa", presso la SebiGroup in Viale Zaccagna, 2 a Carrara. Storie di donne, mamme e figlie che non si sono arrese e hanno dato corpo e gambe alle loro idee imprenditoriali conciliando famiglia, lavoro e sogni.

Dal 5 al 9 Marzo passate anche solo per un piccolo trattamento dalla parrucchiera Simona "Hair Visi" in Piazza Istria, Romagnano, Massa. Sosterrete così anche il Centro Antiviolenza DUNA. Ringraziamo di cuore Simona per la preziosa iniziativa







martedì 19 febbraio 2019

Una risata CI seppellirà!




Dopo la messa in onda sono arrivate critiche da più parti, soprattutto da parte di molte donne sensibili alle tematiche di genere, poiché -da ciò che si evince guardando il video- all’interno della famiglia Insigne-Darone si consuma una situazione di assoluta disparità fra i coniugi, e probabilmente molto di più.
Perciò, che cosa decide di fare Sebastian Gazzarrini (giornalista de Le Iene), una volta preso contatto con Genny, sua complice nello scherzo?
Capirà la probabile richiesta di aiuto e se ne farà carico? Renderà pubblico il malessere della donna affinché non si senta più sola? Analizzerà il problema in modo che anche il marito possa - nel magico mondo dei mini pony - rendersi conto di cosa provi questa donna a causa sua e magari guardarsi con occhi esterni (m a g a r i)?
Macché! Ma a chi interessano queste cose noiosissime... 
Gli ideatori dello scherzo decidono di ribaltare una situazione di violenza di genere dandola in pasto al grande pubblico, come? Con una sorta di sit-com in stile “Casa Vianello”, con tanto di risate fuori
campo a corredo di ogni azione esagerata e/o del tutto violenta.
Ma attenzione perché non finisce qui, riescono in un qualcosa di ancora più sottile:
Spostare lo sguardo dal marito sessista, alla tematica della “giustificata gelosia” e del “e fattela ‘na risata!”. Con un colpo di coda, fanno passare Genny dalla parte del torto, o quantomeno, a causa delle gag da Bagaglino, la rendono attaccabile. Il che porta gli spettatori ad empatizzare con un Insigne in preda agli ardori della gelosia più martellante (lo vediamo sudare e con il cuore a mille, povero...).
Una situazione talmente surreale da farci dimenticare il passaggio fondamentale e forse più raggelante nel racconto della donna: Le lacrime di Genny mentre, nel primo minuto, racconta in camera come è costretta a vivere a causa della possessività e “gelosia” del marito. Moglie devota e madre chioccia ma, a quanto traspare, non donna libera.
Eh già, perché Genny non può nemmeno permettersi di pubblicare un "buongiornissimo" qualunque su Facebook, né mettere una foto della colazione su Instagram, poiché il marito glielo vieta, “digli che tuo marito non vuole” dirà a più riprese nel video, con tanto di controllo costante e perpetuo del telefonino della compagna.
Pare, mettendo insieme i pochi frammenti di vita coniugale mostrati, che la donna esca solo ed esclusivamente per recarsi in palestra: luogo ameno e congeniale al calciatore che non deve chiedere mai e che, di tanto in tanto, dovrà “portare” il suo bel trofeo fuori all’aria aperta. E mica possiamo fare brutta figura accanto ad una donna un po’ sgualcita nel fisico (tanto dell’anima chissene...)? Giusto che si mantenga in forma ogni giorno, soprattutto con 2 figli, ma occhio agli sguardi altrui!! “Di te mi fido, degli uomini no...” Ripetuto tipo mantra dal buon Insigne.
In un periodo storico dove i femminicidi sono all’ordine del giorno, Le Iene ci mostrano un siparietto squallido, risate fuori campo sulla pelle di una donna che forse voleva soltanto essere capita e che si ritrova, suo malgrado, ad essere vittima di una macchina mediatica che sempre colpevolizza la donna, dietro il paravento di uno scherzo troppo fastidioso per chiunque; teatrino di mancanze di rispetto da parte di entrambi, difatti vediamo Genny che per goliardica complicità accetta mazzi di fiori da spasimanti bietoloni, chiamate a mezzanotte, offerte di lavoro dubbie e sessiste.
E’ a questo punto dell’analisi che ci domandiamo:

Perché non si è scelto semplicemente di mostrare la normalità, magari pure un po’
scherzosa, della famiglia Insigne Darone? 
Perché signori delle Iene non avete provato a proporre alla donna un lavoro qualunque, oppure ok, un lavoro da attrice (sempre per scherzo s’intende) ma privo di situazioni alla Benny Hill? 
Senza registi petulanti e con la bava alla bocca?
Credete forse che il risultato sarebbe stato molto diverso? 
Che gli scappellotti sarebbero stati mitigati ed il divano più caldo e accogliente? 
Che i bambini non avrebbero abbracciato la madre o proposto una camomilla al padre?
E gli insulti si sarebbero per caso tramutati in elogi all'indipendenza della compagna?
Pensate che i semi germogliati della violenza, del sessismo, del maschilismo becero, sarebbero di colpo marciti con una situazione meno ridicola e squallida?
O semplicemente questo non era il vostro gioco, perché di questo si trattava, di un giochetto: ma a danno e a favore di chi?
Probabilmente chi si occupa di violenza di genere, o chi naturalmente ha buon senso per comprendere certe dinamiche, una risposta ce l’ha già.
Quella stessa risposta che vigliaccamente avete tolto al popolo italiano, mostrando atteggiamenti che risultano fastidiosi all'interno di una coppia di persone che si presume si amino e rispettino (salvo diversi accordi di libertinaggio fra i partner), dando così voce alle esternazioni più troglodite e superficiali.
La “rivincita” di Genny, di cui Gazzarrini accenna nel presentare lo scherzo, è solamente un fendente che va a ferire e rivittimizzare sempre la stessa parte, per la quale probabilmente le cose non cambieranno, nella migliore delle ipotesi resteranno tali e quali.
Nonostante il vostro finale rosa fatto di baci, abbracci, risate e finta commozione.

Il senso voyeuristico e la noia portano davvero a ridere della violenza?

Vogliamo ringraziarvi a nome di tutte le donne e dirvi:
Per favore, continuate a farci ridere così… Una risata ci seppellirà!


di Giulia Lazzarotti

venerdì 21 dicembre 2018

#IoSostengoDUNA al mercatino di Natale 2018!


Anche questo anno 2018 A.R.PA. sarà presente al Mercatino di Natale a Massa!

Il Centro Antiviolenza D.U.N.A. sarà presente con un banchetto informativo sabato 22  e domenica 23 dalle 16.00 alle 19.00 in Piazza Bertagnini (davanti all'ex cinema Astor)  per augurarvi Buone Feste solidali! 




Veniteci a trovare per avere informazioni, conoscerci e sostenerci con un piccolo gesto di solidarietà contro la violenza sulle donne !


#IOSOSTENGODUNA


lunedì 26 novembre 2018

Stato di agitazione permanente #Indomabili


La manifestazione a Roma del 24 Novembre 2018 ha visto circa 200 mila donne e uomini in piazza per dire NO alla violenza sulle donne, per dire GIU' LE MANI dai nostri corpi, per dire che siamo INDOMABILI, per dire che ci siamo e SIAMO MAREA!