lunedì 19 settembre 2011

Il Ministero della Famiglia tedesco pensa alle vere pari opportunità

Le scelte delle donne: ma quali i modelli di riferimento?

12 settembre 2011

L’influenza dei “role models” nelle scelte di donne e uomini è ancora determinante soprattutto nell’istruzione e nel lavoro. Lo spiega uno studio tedesco commissionato dal Ministero della famiglia.
 
 
 
 
 

Emerge così che anche paesi in cui le pari opportunità sono una realtà più affermata rispetto al nostro, permangono tendenze differenti nei percorsi di vita donne e uomini, frutto anche di influenze culturali. Le donne che fanno volontariato, per esempio, sono meno numerose degli uomini, e soprattutto accettano con meno entusiasmo posizioni di responsabilità. Le differenze sono evidenti anche per quanto riguarda l’uso del tempo e l’investimento in formazione e istruzione.
La ricerca “New pathways – equal opportunities gender equality over women’s anc mens’s life courses” evidenzia come l’influenza di modelli di riferimento continui a riflettersi poi anche nei classici campi dell’istruzione e del lavoro. Rispetto ai coetanei maschi, ad esempio, molte più ragazze tedesche – specialmente con un background migratorio – abbandonano gli studi dopo il diploma, pur avendo i requisiti per iscriversi all’università. Allo stesso modo, permangono forti discrepanze nei salari e nelle possibilità di carriera. A causa anche della diffusione fra il sesso debole dei cosiddetti “mini-jobs”: impieghi part-time che, lasciando alle madri più tempo da passare a casa, le privano al tempo stesso di qualsiasi chance di progresso lavorativo. Insomma, gli stereotipi sociali alimentano un’ineguaglianza di fatto, e Berlino si interroga su come garantire vere pari opportunità. Le azioni dovrebbero essere mirate soprattutto alle giovani per favorire la creazione di nuovi modelli improntati su maggior equità e parità nelle opportunità al fine di garantire una partecipaizone più equilibrata di donne e uomini alla vita socio-economica.
Allegato: Rapporto in inglese (PDF)
 
Fonte:  www.kila.it

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